Nedved c’è, Recoba a casa ma la sorpresa è Trinidad

Paolo Marchi

Australia, Trinidad&Tobago, Svizzera, Repubblica Ceca e Spagna, ecco le ultime cinque nazioni finaliste ai Mondiali 2006 in Germania. Fuori Uruguay, Bahrein, Turchia, Norvegia e Slovacchia.
AUSTRALIA. Altro che diritto divino per l’Uruguay di giocare i Mondiali, frase poco felice di Recoba (un mezzo disastro, uscito per crampi) alla vigilia dello spareggio di Sydney. In Germania ci andrà la nazionale guidata dall’olandese Guus Hiddink, brava, dopo tre spareggi persi, a pareggiare i conti nei 90 minuti regolamentari (rete di Bresciano del Parma al 35’ pt), di reggere al ritorno uruguagio nei supplementari (brutti errori di Varela e dello juventino Zalayeta) e di imporsi ai rigori. Grande prestazione del portiere Schwarzer che parava il primo tiro, di Rodriguez, e poi quello decisivo di Zalayeta, il quarto, dopo che Viduka aveva calciato fuori il suo, ridando speranza agli ospiti, un’illusione subito svanita. Sugli scudi Aloisi, ex Cremonese: la firma sul 4-2 che vale il viaggio in Europa è la sua. Si è strappato Montero (ex-Juve) che a 33 anni lascia la nazionale in un giorno triste. Festa grande tra gli australiani che tornano ai Mondiali 32 anni dopo la prima partecipazione (2 ko e un pari). Una curiosità: ieri come oggi si gioca in Germania, allora divisa e ora unita.
PICCOLO. Ovvero il più più piccolo paese presente in Germania sarà Trinidad&Tobago, isole caraibiche al largo del Venezuela, meno di un milione e 300mila abitanti. All’andata 1-1, al ritorno sorprendente affermazione in Bahrein, 1-0 contro una nazionale che è un po’ il giocattolo di sceicchi resi ultraricchi dal petrolio. Decisivo Lawrence all’andata, decisivo ieri, un difensore di 2 metri e un centimetro che quando stacca di testa è irresistibile, ieri al 5’ della ripresa il bis del gol di sabato. Vibrate le proteste degli sconfitti per la rete annullata ad Hassan: aveva rubato palla al portiere mentre lo stava per rilanciare, forse l’arbitro ha fischiato per gioco pericoloso. La prima volta di Trinidad&Tobago ai Mondiali è soprattutto merito dell’olandese Leo Beenhakker che ha dato logica all’entusiasmo dei caraibici, soprannominati i Warriors, i Guerrieri che ora hanno sette mesi di tempo per non diventare i cenerentoli di un ballo troppo importante per i loro mezzi.
PROTESTE. Quelle del ministro degli Esteri svizzero, Micheline Calmy-Rey, al suo collega turco Abdullah Gul per l’accoglienza riservata alla nazionale rossocrociata fin dal suo arrivo lunedì a Istanbul. All’aeroporto fischi, urla, insulti e uno striscione contro gli ospiti che hanno lasciato lo scalo dopo due ore e mezzo. All’andata i tifosi svizzeri fischiarono l’inno turco, così come i turchi hanno fischiato quello elvetico ieri.
TURCHI KO. La nazionale di Fatih Terim doveva ribaltare il 2-0 dell’andata, che subito è diventato un 3-0 per il rigore al 1’ concesso per un mani di Alpay ad anticipare Frei, penalty trasformato da Frei stesso. Graziato al 18’ il mani di Muller su Hakan Sukur, arrivavano le tre reti turche: due volte Tunkay, 24’ e 38’, poi il rigore (generoso) di Necati al 7’ st (Streller su Serhat) che avvicinava i padroni di casa alla “missione impossibile”. Ma al 39’, invece del 4-1 liberatorio, arrivava il 3-2 della condanna, firmato Streller. Inutile il 4-2, ancora Tunkay al 43’. Fischi e rabbia per i turchi, gioia per gli svizzeri che hanno saputo resistere nella bolgia di Istanbul e non crollare.
NEDVED OK. Prima volta iridata per la Repubblica Ceca (l’ultima volta, nel ’90, ci andò come Cecoslovacchia) di Pavel Nedved che però deve ancora decidere se restare con la nazionale anche in Germania. Dopo l’1-0 in Norvegia, l’1-0 a Praga grazie alla segnatura di Rosický al 35’ pt.
FORMALITÀ. Quella della Spagna che, forte del 5-1 dell’andata, in Slovacchia non ha avuto problemi, impattando per 1-1. Prima a segno gli slovacchi con Holosko (5’ st), pareggio spagnolo al 25’ con David Villa.
AMICHEVOLI. 2-0 della Corea del Sud sulla Serbia a Seul (Choi Jin-cheul e Lee Dong-guk) e 3-0 dell’Argentina in Qatar, reti di Riquelme, Cruz e Ayala in tre minuti.