Nedved tiene in corsa la Juventus

La squadra di Ranieri cancella la brutta prestazione di Empoli in coppa Italia, combatte e trova tre punti d’oro

Torino - Non aveva ancora segnato in questo campionato, Pavel Nedved. E il suo rendimento era stato solo raramente paragonabile a quello delle stagioni passate. Più o meno a bassa voce, qualcuno aveva cominciato a ipotizzarne una sorta di prepensionamento: non Ranieri, che gli ha sempre dato fiducia nonostante tutto. Ieri il biondo di Cheb, arrivato alla 300ª presenza in serie A, ha presentato il conto pur in mezzo a mille bronci che gli impediscono di proferire verbo: botta vincente dal limite dell'area (65° gol da quando è in Italia), Atalanta battuta con il fiatone e Juve che fa un passo avanti enorme nell'ottica della qualificazione alla prossima Champions.
Con la Fiorentina ferma al palo, il Milan ancora lontano nonostante le due partite da recuperare, la Roma che commette un mezzo passo falso a Livorno, i tre punti di ieri valgono oro. Tre punti conquistati come al solito in mezzo a sudore, lacrime e qualche polemica visto che l'Atalanta ha protestato per un presunto fallo di Del Piero su Carrozzieri nell'azione che ha portato Nedved alla conclusione vincente: la Juve di quest'anno non ha qualità in abbondanza, soprattutto quando manca Camoranesi (infortunato), quando Del Piero viene utilizzato solo nella ripresa e i due acquisti estivi che avrebbero dovuto elevare il tasso tecnico della squadra - Tiago e Almiron - sono finiti ormai da tempo ai margini della squadra.
È una Juve di pedalatori, insomma: ed è una Juve che non molla mai, come testimoniano le tante partite acciuffate per i capelli negli ultimi minuti di gioco. Ieri si è aggiunta un'altra perla alla collana che già aveva preso forma nei mesi scorsi, dalla vittoria di Cagliari al pareggio di Roma, dal successo contro il Toro al pareggio con l'Inter: la rete di Nedved è arrivata a cinque minuti dal termine, una botta dal limite dell'area sulla quale Coppola nulla ha potuto. La rete della volontà e della tenacia, la rete che permette alla Juve si sentirsi grande almeno nel morale. Quello che certo non ha Tiago, punito con spiccioli di partita dopo la figuraccia di Empoli in Coppa Italia e spedito a sostituire il match-winner Nedved.
Per la serie: guarda e impara, caro portoghese, stringi la mano a uno che, nonostante i 35 anni, non si accontenta mai e lotta fino al novantesimo. «Tutti parlano dei soldi che abbiamo speso per Tiago e Almiron - ha detto alla fine Ranieri -, ma allora quanto valgono Nocerino e Zanetti?». Tanto o poco che sia, il problema è quanto durerà la Juve con un centrocampo che non offre qualità ma solo tanta organizzazione.
Non è stata insomma una gran partita, pur se non sono mancate le occasioni da rete: Trezeguet è arrivato vicino al gol più volte. Coppola ci ha poi messo del suo in un paio di occasioni e pareva insomma che il pareggio fosse dietro l'angolo: nessuno avrebbe avuto granché da ridire anche se l'Atalanta, quadrata e corta come piace a Del Neri, non aveva mai davvero impensierito Buffon. Buon per la Juve, squadra operaia che vuole costruirsi una mentalità da prima della classe: «Crediamo allo scudetto, certo - ha detto alla fine Ranieri -, ma sono le altre che dovranno perderlo. Aspiriamo al massimo traguardo possibile perché è giusto così: se poi non lo raggiungeremo, avremo messo nel nostro computer di bordo una forma mentis che ci aiuterà comunque nella prossima stagione».