NEFFA dal rap al soul melodico l’ascesa di un pluripremiato

Domani in concerto all’Arco della Pace. Il cantante bolognese ha conquistato Globo d’oro, Nastro d’argento e Ciak d’oro per i brani del film di Ozpetek «Saturno Contro»

Con quella faccia un po’ così, da serafico amante del risveglio a giorno inoltrato, Neffa non dà l’idea di un tipo che per la carriera sarebbe disposto a correre dietro alle lancette dell’orologio. Ecco perché questa stagione per lui sfacciatamente fortunata (premi in quantità, invidiabili responsi dalla classifica, tour invernale ed estivo ad alto gradimento del pubblico) sembra piovergli addosso con l’aggiunta di un pizzico d'ansia. «Non ho mai amato le frenesie da rockstar», ha spesso detto a coloro che gli chiedevano se lo stile di vita nomade del musicista non fosse una condizione privilegiata. «A settembre mi fermo, allento la pressione. D'altronde, ho sempre avuto bisogno di calma per rimettermi a scrivere musica», è l'agenda immediata stilata in poche parole da Neffa.
Dunque il concerto di domani sera all’Arco della Pace (ingresso gratuito), nella cornice dello sportivo e musicale RCS Beach Tour organizzato dalla «Gazzetta dello Sport» (otto tappe cominciate a fine giugno a Rimini, destinate a concludersi questa domenica a Milano), è per il cantautore romano un momento da assaporare in modo del tutto particolare: regalando alla platea tutte le restanti energie live, per poi concedere a se stesso quel confortante «nirvana» nel quale, guardandoti alle spalle, senti di aver svolto un ottimo lavoro e, magari, cominci a pensare, ma solo a pensare, a cosa puoi fare di nuovo. Tanto più che - dopo un anno, tra la metà del 2006 e quella del 2007, ricco di belle sorprese (Globo d’Oro, Nastro d’Argento e Ciak d’Oro per le musiche del film di Ferzan Ozpetek «Saturno Contro»), senza dimenticare il disco d'oro ottenuto per l'ultimo album «Alla fine della notte» - fare qualcosa di nuovo e di meglio, per Neffa, sarà impresa da spalle larghe.
All’RCS Beach Tour, evento da lui già «visitato» musicalmente nelle tappe di Cagliari, Ostia e Jesolo, Neffa porta il proprio repertorio fatto di hip-hop, funk, melodia all’italiana e quell’intrigante gusto «retrò» che lo ha fatto amare dai giovanissimi in cerca di qualche radice musicale e dai meno giovani disposti ad abbassare ogni difesa di fronte alle avanzate della nostalgia. Neffa è un artista che non ha mai chiesto a se stesso una missione «rivoluzionaria»: «La musica si divide in bella e brutta, non ci sono generi, né epoche. Piuttosto - ha detto con tono pessimista - di questi tempi la musica sembra essersi trasformata in mero consumo di massa. La si usa per recitare un divertimento che non si sente davvero. Per me invece, la musica è qualcosa di terapeutico». Al punto che, successo dopo successo, Neffa ha capito che doveva rispolverare il suo vero nome: oggi è infatti un po’ più disposto a svestire il «nom de guerre» hip-hop Neffa per quello di Giovanni Pellino.
Dal palco ai piedi dell’Arco della Pace, Neffa interpreterà il variegato repertorio che lo ha reso celebre, dai rap degli esordi alle leggere melodie soul come «Io e la mia signorina» e «Messico e nuvole», fino ai brani dell’ultimo album «Il mondo nuovo» (ispiratogli dall’omonima opera dell’autore di fantascienza Aldous Huxley) e «Cambierà».