Negli articoli si critica il ministro Mastella per la sua posizione contro i Dico e si attacca il Family Day. Molti gli studenti che prendono le distanze Giornale blasfemo coi soldi della Provincia Sovvenzionato anche dall’Università il periodico «Ergo

(...) Cosa che da sola potrebbe essere da denuncia per violazione dell'articolo 404 del Codice Penale sulle offese alla religione mediante vilipendio di cose.
Ma non è tutto. A pagina 7 si trova un altro pezzo d'attualità scottante dal titolo: «Libertà affossata». Si parla della sepoltura per i feti non nati: si critica aspramente la delibera della Regione Lombardia votata all'unanimità delle forze di destra e di sinistra, vista come «un ritorno al medioevo di 30 anni fa» e in cui, al termine di tutto, nuovamente, chi si finisce sempre per accusare? Chi, se non la Chiesa? Qualcuno suggerisce che, forse, sotto la scritta «Ergo Sum - periodico di informazione e cultura» si è dimenticato di scrivere «anticlericale». E che questa linea sia sposata dall'intera Redazione lo ribadisce un articolo, a pagina intera, di forte critica al ministro Mastella per le sue posizioni contro i Dico e di condanna dell'imminente Family Day a Roma. Articolo in cui compare - già era presente nell'editoriale - il bersaglio preferito del momento, ovviamente il nostro arcivescovo Angelo Bagnasco. Poi ci si domanda a chi possa mai venire in mente di andare a scrivere certe scritte sui muri di Genova... Forse non occorrerebbe guardare lontano, basterebbe sfogliare Ergo Sum, rivista, ribadisco, con tanto di patrocinio e finanziamento della Provincia di Genova. Ergo Sum su cui compare, tra l'altro, un articolo proprio dell'Assessore alla Cultura della Provincia di Genova, Maria Cristina Castellani. L'articolo, dal sapore autobiografico, è in merito alla «Festa dell'8 Marzo e dintorni», con molti ammiccamenti ai lettori, ed un linguaggio infarcito di termini giovanili.
Un tempo usava che quando un giornalista o una persona non condivide una certa linea editoriale evita di scrivere volutamente un proprio pezzo su quella testata. A meno che non ne sia costretto o non abbia il suo tornaconto. Ma forse oggi i tempi sono cambiati, d'altra parte dall'Ergo Sum cartesiano a quello cartaceo genovese gli anni luce che intercorrono si sentono.
La rivista riporta poi anche racconti di narrativa di studenti, pagine dedicate al web e una serie di articoli dal profilo decisamente meno impegnato che potrebbero benissimo far parte di un giornalino di quelli che circola nei nostri Licei o Scuole Medie Superiori. Il tutto infarcito con un discreto numero di parolacce, tanto negli articoli quanto, in un caso, pure nel titolo di un servizio di questo periodico. Culturale, ricordiamocelo.
Tralascerò ora tutto il resto, anche un articolo di polemica sulle strisce blu che certamente farà piacere al nostro Assessore al traffico, citato con tanto di foto e didascalia: «Merella: un uomo molti perché. Esempi di conduzione familiare».
Si intravede qua e là, come in quest'ultimo caso, il sapore goliardico (se si tratta di rivista goliardica perché non scriverlo?) eppure il tono di tanti articoli è troppo serio e schierato su posizioni che non lasciano intendere dubbi per poter essere anche solo definiti «goliardici». Su tutte la foto di quel Gesù Cristo incappucciato con un preservativo da cui, mi è stato riferito, tanti studenti che hanno ricevuto copia di Ergo Sum hanno preso le distanze, urtati nella loro sensibilità, tanto di credenti quanto, anche, di non credenti rispettosi dell'altrui dignità. D'altra parte anche su questo fatto il patrocinio (anche economico) dell'Università e della Provincia di Genova dovrà ben rendere conto.
Chissà allora - mi vien da chiedere - che ne penserebbe il filosofo Cartesio del nostro esistere e del nostro modo di usare la ragione sulle pagine dell'Ergo Sum? A voi l'ardua sentenza.