Negli hotel più pazzi del mondo il vero sogno è dormire da cani

Li hanno costruiti dentro le caverne, sopra le palafitte e in mezzo al deserto La guida in un sito. Trasformati in alloggi
anche prigioni, treni
e sottomarini. E c’è
persino un albergo che
non sta mai fermo

Ecco, magari la prossima volta pensaci. Ti sei accontentato del residence miramare, spiaggia appena attraversata la strada, o della baita miramonti, dove «qui sì che c’è l’aria buona», niente da dire per carità, servizio ottimo, cibo squisito, tutti i comfort, ma domani nemmeno ti ricorderai dove hai dormito, perché alla fine, stelle o stalle, sono posti che si somigliano un po’ tutti. Dai retta, è ora che cambi orizzonte, ti ci mandiamo noi dove meriti di andare: in uno degli hotel più pazzi del mondo. Un sito, www.unusualhotelsoftheworld.com, li ha radunati tutti, quasi centoquaranta, in una specie di catalogo, e classificati secondo gradimento: particolare, insolito, stravagante, assurdo e «wow», che, se non l’hai capito, è il massimo che c’è. L’hanno messo giù due amici vagabondi che ne hanno viste di tutti i colori, se vuoi puoi prenotare ovunque direttamente da loro.
Al «Dog Bark Park Inn» di Cottonwood, nel Minnesota, per esempio, un paio di stanze non di più, a forma di cane, anzi due Toby, quello più grande, e Sweet Willy quello più piccolo: non c’è telefono, non c’è la tv, si paga poco meno di 90 dollari, si mangia bene, ma si dorme da cani. Non ti piace avere intorno i soliti rompipalle? Telefona al «Kadirs Tree House Hotel», Olympos, Turchia, che se ne sta bello appollaiato sugli alberi, come ti piaceva fare da bambino: c’è la lavanderia e il parcheggio bici, se te la rubano al massimo te la puoi prendere con Tarzan. Oppure il «Jules Undersea Lodge» praticamente un sottomarino che naviga al largo della Florida, due stanze appena con vista mare, ma dal di dentro. Se ti piace il freddo c’è l’«Ice Hotel Quebec», in Canada, un igloo, ma con la sauna dentro. Unico problema: la mattina fai colazione con la vodka come Amy Winehouse. Se ti piace il caldo c’è l’«Al Maha Resort» di Dubai, un’oasi in mezzo al deserto, ma con la piscina. Unico problema: se esci la sera non c’è in giro manco un vuccumprà, come nelle sale dove proiettano i film di Bertolucci.
Suggerimenti volanti: ai bei tenebrosi come Daniele Interrante prenotiamo volentieri un posticino al «Kokopelli’s Cave» di Farmington, nel New Mexico, una caverna primitiva, di 65 milioni di anni fa, dove vivere come i Flintstone’s quantomeno lo stesso numero di anni. Ai tipi riservati come Luca Giurato invece una delle diciassette stanze del «King Pacific Lodge» di Vancouver, dove il parcheggio auto non c’è, se ci vuoi venire, e soprattutto se te ne vuoi andare, devi avere per forza l’elicottero e non tutti i giornalisti Rai, tanto meno Giurato, ce l’hanno. Ma volendo ti puoi sistemare in una palafitta, in Giamaica, o al «Liberty hotel», l’ex prigione di Boston, 310 dollari a notte, con un ristorante che si chiama «Scampo», dove troverebbe sicuramente festosa ospitalità l’intero cast di «Centovetrine». Se sei però così fastidioso che ti piace muoverti anche quando stai fermo c’è l’«Explorater», un camper alberghiero che se va in giro per San Paolo, in Brasile, senza fissa dimora, o l’«Old Station» di St. Andrews Fife, che è un vecchio vagone ferroviario scozzese riconvertito in albergo che si può comunque far schiantare nel caso prenotassero una stanza Antonio Zequila e Adriano Pappalardo.
Se hai problemi di soldi, tranquillo: il sito può sistemarti su un tappetino dentro una tenda indiana in Arizona o su una coperta di pelliccia nell’albergo di ghiaccio di Jukkasjärvi in Lapponia. Posto unico, non te la cavi comunque con meno di 100 dollari. Ma almeno non rischi di incontrare le sorelle Lecciso.