Negli hotel romani si aggira un Arsenio Lupin

Ricordate Arsenio Lupin, il ladro-gentiluomo creato dalla fantasia di Maurice Leblanc sempre elegante, forbito e che sceglie le sue prede tra le persone più facoltose? Chissà se ha letto i libri con le sue avventure o ha guardato di recente i telefilm degli anni Settanta il malvivente-gagà che da qualche tempo a questa parte è diventato l’incubo degli albergatori della capitale. Spacciandosi per un tour operator l’uomo, che si presenta distinto e ben vestito, riesce a compiere furti ingegnosi, impossessandosi di soldi, valigie e altri oggetti di valore sottratti agli ignari turisti, soprattutto stranieri, che cascano nel tranello. Non solo: è talmente abile e sfrontato da farlo sotto gli occhi di tutti, beffando puntualmente persino il personale alberghiero.
L’ultimo furto, perpetrato ai danni di una coppia di turisti siriani, ai quali l’uomo ha portato via la valigia con più di 10mila euro in contanti, carte di credito, oltre agli effetti personali, si è verificato nell’hotel Hilton, proprio a pochi passi dall’aeroporto intercontinentale di Fiumicino. I due turisti, dopo avere effettuato l’operazione di check-in nella reception dell’albergo, avevano preso possesso delle chiavi delle camere loro assegnate e si stavano dirigendo ai piani. Insieme con loro c’era anche un facchino addetto al trasporto dei bagagli. È a questo punto che è entrato in azione l'Arsenio Lupin capitolino. L’uomo, capelli scuri e carnagione olivastra, vestito con un abito elegante scuro, facendo finta di essere il referente di un noto tour operator romano, si è avvicinato al facchino dell’Hilton e gli ha semplicemente detto che poteva andare via perché «si sarebbe occupato lui di quelle due persone». Il suo tono deve essere stato talmente convincente che il facchino si è allontanato senza replicare. Accade sovente, infatti, negli alberghi romani che accompagnatori turistici e tour operator frequentino gli alberghi e spesso assistano i propri clienti, arrivando ad accompagnarli fino alle loro stanze, magari per accertarsi che tutto sia di loro gradimento. Una pratica nota e tollerata dai proprietari delle strutture ricettive, che accettano di buon grado queste «cure» praticate verso i loro ospiti da persone non dipendenti dell’albergo. Correndo però il rischio che in questo modo si aggirino per le hall e i corridoi degli hotel anche malintenzionati esperti delle tecniche dei tour operator.
Ma torniamo alla coppia di siriani. Che, secondo la testimonianza depositata negli uffici di Polizia giudiziaria, è stata assistita dal manigoldo-gentiluomo ben oltre l’arrivo nella stanza. Questo probabilmente ha dato modo all’uomo di conquistare la fiducia dei malcapitati, ma anche di osservare con cura i bagagli e scegliere la valigia «giusta» da portare via. E così è andata. Dopo un po’ il fantomatico accompagnatore è sparito e con lui parte degli averi dei due siriani. Ai quali, dopo qualche minuto di sconcerto, non è rimasto che rivolgersi alle forze dell’ordine. Maledicendo, probabilmente, la loro dabbenaggine ma anche la nostra città. Secondo gli investigatori, che ora, grazie alla descrizione fatta dai malcapitati turisti, dispongono di un identikit del topo d’albergo - un uomo di mezza età, con una buona conoscenza della lingua italiana e inglese, forse un nordafricano - si tratterebbe almeno del quarto colpo messo a segno all’interno di noti alberghi della capitale.