Negli spogliatoi è «caccia» a Preziosi

Genova Spettacolo in campo, 2-2 tra Genoa e Parma, almeno altre sette palle gol sprecate, gol annullati anche ingiustamente al Genoa. Al Luigi Ferraris ci sarebbe da spellarsi le mani per la quarta (Parma) e la quinta (Genoa) forza del campionato, ma il «bello» deve ancora iniziare quando l'arbitro fischia la fine.
Negli spogliatoi la tensione è palpabile. Il presidente rossoblù Enrico Preziosi incrocia Christian Panucci e sono subito scintille. Tra i due riemerge quel mancato accordo di pochi mesi fa. Ad agosto il difensore svincolato dalla Roma era ormai certo di essere tornato un giocatore del Genoa, ma alla fine, agli sgoccioli del calciomercato, non se ne fece nulla. Che il centrale finito al Parma non l’abbia ancora digerita non ci vuole molto a capirlo: «Ti faccio la faccia come un pallone, io non scherzo, io non sono un ragazzino, impara a parlare italiano», aggredisce e insulta il patron del Genoa. Compagni e dirigenti lo trascinano via verso il pullman gialloblù. Non è però finita così. Perché Preziosi trova nella «pancia» dello stadio anche il suo "collega" Ghirardi. Anche tra loro non corre buon sangue, ma il battibecco si mantiene questa volta nel limite del buon gusto. «L'avevo aiutato quando era in serie B - dirà poi Preziosi riferendosi al presidente del Parma -. Poi lui se ne è dimenticato». Come se non bastasse ci si mette anche il «solito» Enrico Varriale. Il conduttore di Stadio Sprint ancora una volta provoca la reazione dell'intervistato di turno. E tocca sempre a Preziosi alzare la voce, per chiudere lo «spettacolo» fuori del campo.