Negli Usa Fantantonio diventa una fiction

Tutto nasce da una rimpatriata di una cara collega da anni in America. Dopo esperienze giornalistiche genovesi è scappata negli States dove è diventata una eccellente sceneggiatrice di «soap-opera», insomma di telenovele. Ricordate «Dallas», no? Bene. Davanti ad una sontuosa zuppa di pesce (guarda caso proprio in una trattoria di Nervi) mi racconta di essere ritornata nella sua Genova e che sta seguendo con interesse, divertimento, curiosità anche la vicenda Cassano. Mi dice: «Fossimo a New York avrei già proposto una sceneggiatura di una possibile telenovela. Ed avrebbe un successo strepitoso». Perché mai? «Perché - mi dice lei – ci sono tutti gli ingredienti di una straordinaria saga fra calcio, amori, tempeste, tradimenti, valori etici». Fammi degli esempi? «Ma - dice - mi sembra di capire che ci sono due famiglie, quella del grande petroliere, quella del calciatore nato povero e disperato, quella della giovane sposa di taglia più provinciale. E poi i personaggi: calciatori, presidenti, ricchi e meno ricchi, donne, maneggioni, contratti e, sullo sfondo, una città bellissima e anche un po’ peccaminosa».
La zuppa è finita e dico: «Proviamo a gettare giù qualche idea, così per divertimento?». Presto fatto. Partiamo dai personaggi. E certo che il protagonista sarà Cassano, ragazzo con una vita travagliata. Dice lei: «Cassano merita almeno due o tre puntate, vita, miracoli, con qualche psicologo che spieghi il suo carattere. È un personaggio che deve crescere nell’opinione pubblica. E tutti dovranno chiedersi: è un tipo troppo intelligente, o troppo ingenuo, superficiale?». E via. Poi? Poi il «padre-padrone», cioè Duccio Garrone. Dice lei: «Garrone potrebbe essere una specie di J.R., magari senza cappello caro alla saga di “Dallas”, ma con mille pompe di benzina, dunque rude per certi versi, ma con severi principi morali. Dai quali non demorde. Tre puntate almeno per raccontare il rapporto tra il ragazzo e J.R.». Niente male, intanto si sono fatte le due, ma il trattore si è seduto accanto a noi e se la sghignazza allegramente. Altri personaggi? «Ad esempio - si diverte lei - il consigliere un po’ cattivo, che trama nell’ombra, un po’ vicino al padrone, un po’ al ragazzo...». Dico io: «Potrebbe essere Bozzo, il procuratore!». Ci siamo. E ancora? Siamo a cinque/sei puntate. E adesso ecco il primo «scoop». La mamma di lui! La signora Giovanna. Mamma vera, aggressiva, che verrà raccontata nel suo urlo preferito: «Antonio è mio, solo mio, guai a chi me lo tocca!». Per lei uno sfondo anche romantico, viale delle Palme. E lei, mamma Giovanna, che passeggiando nervosamente parla a se stessa: «Certe frasi Antonio non le ha mai dette... Lui è il più bravo figlio del Mondo». La puntata si chiude con lei che chiama a sé Antonio, lo abbraccia, lo accompagna alla stazione e gli grida: «Vattene, non stare con tanti cattivi...». Il treno, però, non si ferma alla stazione di Nervi, molti viaggiatori lanciano anatemi... Sono le tre di notte. Il trattore deve chiudere. Ma insiste perché le prossime puntate vengano sceneggiate ancora da lui. Zuppa di pesce gratis...