Negozi aperti o serrata? Guerra di cifre

Le due facce della stessa medaglia, oppure il classico bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Luoghi comuni giusto da giornata di mezza estate. Nemmeno troppo per chi è costretto ad andare a caccia del panettiere o di un fruttivendolo. C’è chi dice che Milano non è mai stata città così aperta e chi assicura che mai la si era vista così sbarrata. Questioni di punti di vista e di numeri che, una volta tanto, non fanno proprio la stessa somma.
Sono 216 i panifici aperti nella seconda settimana di agosto rispetto ai 171 dello scorso anno, assicura il Comune, con un aumento del 9 per cento e punte del 95 in zona 3, dove si è passati dai 21 panifici aperti nel 2005 a 54. Positivi anche i dati degli alimentari (da 790 a 842, più 4 per cento), dei ristoranti (da 922 a 1.071, più 7), dei di mercati comunali coperti (da 118 a 139, più 4) e dei bar (da 1.854 a 2.171, più6). «Molto positivo il quadro che emerge dal consueto rapporto della polizia annonaria - commenta soddisfatta l’assessore Tiziana Maiolo -. Rispetto al 2005 l’incremento delle aperture è stato netto e ha riguardato tutte le attività commerciali. Un dato che, mi auguro, l’anno prossimo si possa ancora migliorare, prevedendo anche orari serali e assicurare così servizi davvero competitivi sia per i molti milanesi che rimangono in città ad agosto, sia per le migliaia di turisti scelgono la nostra città come meta delle loro vacanze».
Di parere diverso il Codacons, l’associazione dei consumatori che al secondo posto della top ten delle lamentele dei milanesi mette proprio «negozi chiusi e artigiani assenti per ferie». «È una vergogna - accusa Massimo Todisco, direttore dell’Osservatorio di Milano -, per Milano che si dichiara all’avanguardia in Europa, assistere alla penosa scena di una città con tutto chiuso per quattro giorni. Il Comune non si decide a delegare ai consigli di zona, più vicini alla popolazione, le aperture dei negozi in agosto, limitandosi a raccogliere le lettere che arrivano dai commercianti. Con l’annuncio di aperture spesso disattese dalla realtà dei fatti».