Negozianti senza veli per «salvare» le feste

Negozianti di Varedo nudi dietro al bancone per tutti i dodici mesi del 2008. I commercianti più seducenti d'Italia si sono spogliati completamente davanti all'obiettivo del fotografo per realizzare un calendario sexy. Scopo dell'iniziativa, finanziare le feste del paese messe a rischio dal Comune che non slaccia mai i cordoni della borsa. Per venire in soccorso ai compaesani, loro invece si sono slacciati tutto. Facendosi immortalare in scatti mozzafiato nei quali si esibiscono con le parti intime coperte soltanto dagli oggetti-simbolo della professione. Si va dalla pasticcera ripresa con un reggiseno di cioccolato fondente, alla panettiera sulla bilancia in deshabillè circondata da michette, francesini e baguette. Per non parlare del fruttivendolo, che al posto della foglia di fico indossa un grappolo d'uva, o dei gestori del ristorante avvolti da una pellicola di domopack. I commercianti hanno fatto letteralmente a gara per spogliarsi davanti all'obiettivo del fotografo Lorenzo Curcetti (tanto che alla fine è stato necessario aggiungere una tredicesima pagina dedicata al 2009) non per esibizionismo ma per un fine benefico. Come sottolinea Morena Fabbri, tra i testimonial dell'iniziativa, «le feste del paese quest'anno sono state molto gradite da tutti, ma i contributi del Comune sono sempre alla canna del gas. E così per poterle organizzare anche l'anno prossimo abbiamo dovuto dare libero sfogo alla creatività. Il calendario, dal titolo “Varedo shopping 2008”, è infatti distribuito in cambio di un'offerta libera di almeno 5 euro». Anche perché se con la mano destra i commercianti si spogliano da sé, con la sinistra è qualcun altro a spogliarli. «Il governo Prodi, con le sue tasse, ultimamente ci ha dato proprio un bell'aiuto a restare nudi - protesta la pasticcera -. Siamo stati tartassati mica male, come tutte le piccole e medie imprese del resto». All'inizio non tutti erano d'accordo sul calendario sexy, come ammette Fabbri: «Quando abbiamo deciso di realizzare il progetto, c'era chi voleva fare qualcosa che ritraesse i negozi, chi qualcosa di sexy e chi qualcosa di divertente. Alla fine abbiamo optato per tutte e tre le cose insieme. Il risultato è un prodotto che fa pensare e sorridere». Mentre per Luca Sordi, un altro testimonial, «lo spirito con cui abbiamo fatto il calendario è quello giusto: presentare a tutti qualcosa di simpatico, che faccia parlare di sé». «La cosa più difficile - ammette Fabbri - è stata riuscire a metterci nel ruolo con naturalezza. Per farlo abbiamo dovuto scattare diverse centinaia di click. Ne è venuto fuori un backstage ricchissimo che abbiamo deciso di riprodurre in piccolo sulla copertina e sul retro, per far capire la vena ironica che ci ha animato».