Il negozio rimane incustodito I clienti si servono. E pagano tutto

Un commerciante inglese per Capodanno va in vacanza lasciando il negozio aperto. Quando torna, trova 187,66 sterline: il corrispettivo esatto degli acquisti effettuati

Di solito, si dice che la notizia «c’è» quando l’uomo morde il cane. Ma nel caso in cui, poniamo, una donna allattasse un cucciolo di lupo rimasto orfano, o un bambino insegnasse a scrivere a uno scimpanzé dello zoo, o un anziano entomologo pentito accudisse farfalle zoppe, che cosa avremmo? Non certo una semplice notizia, per quanto singolarissima, curiosissima, al limite dell’impossibile.

Avremmo, piuttosto, una «cosa» del tutto inedita. Talmente inedita da doverla collocare sullo scaffale delle favole, quello che soltanto i bambini e i puri di spirito possono raggiungere. Insomma, saremmo di fronte a un esemplare di cronaca non «bianca», né «rosa», ma abbellita da tutti i colori di un ottimistico, paradisiaco arcobaleno.
Più o meno gli stessi colori che un attento osservatore avrebbe visto sul volto di un commerciante inglese di Settle, North Yorkshire, quando... Ma andiamo con ordine: prima i fatti, poi i sogni.

Mister Tom Algie, 47 anni, è titolare di un negozio la cui insegna è tutta un programma: «Practically Everything», «Praticamente Tutto». Nel senso che nel piccolo emporio, come in una bottega d’alchimista, i suoi compaesani sono soliti trovare ogni cosa, dalle pile alle scope, dalle pentole ai secchi per la spazzatura. Niente roba di lusso, tutti articoli di ordinaria quotidianità. «Chi vuoi che venga da noi a fare acquisti durante il periodo natalizio», avrà pensato il buon Tom, «tanto vale che chiudiamo e ce ne stiamo a casa anche noi a festeggiare in famiglia». Detto, fatto: practically closed. «Ci rivediamo dopo Capodanno e auguri a tutti». Ma Mister Algie, oltre che un buon uomo con la faccia da ragazzone inglese anni Settanta, è anche uno che ha a cuore la funzione sociale del proprio esercizio. «Metti caso che miss Peggy rimanga senza la carta per impacchettare i regali, o che al piccolo James si sgonfi il pallone. Sarebbero nei guai...».

Ed ecco il colpo di genio. «A pensarci bene - avrà detto Tom ai suoi esterrefatti commessi - è meglio fare così. Chiudiamo nel senso che non lavoriamo, ma lasciamo ugualmente aperto il negozio. Così se qualcuno ha bisogno, entra e prende ciò che gli serve. Basta che lasciamo un foglio dove la gente scriva quello che ha preso... Ah sì, e naturalmente anche un contenitore per i soldi...». Ora, siccome né il Daily Mail, né The Telegraph, i giornali che hanno riportato il clamoroso beau geste di Tom, fanno cenno al numero di birre che il commerciante si scola abitualmente, e siccome non risulta che il nostro eroe abbia vinto qualche milione di sterline al bingo, dobbiamo rassegnarci a registrare quanto segue.

Due giorni fa, fresco come una rosa, Tom torna fiducioso al «Practically Everything» e che cosa ci trova? Practically Everything, come ogni mattina. Nel senso che nessuno aveva rubato nulla. Anzi, nella «scodella dell’onestà» messa a disposizione della gentile clientela, c’erano la bellezza di 187,66 sterline e 2 euro, il corrispettivo, esatto al centesimo, degli acquisti effettuati.

Morale della favola (pardon, della cronaca). La signora Tiziana Concu, la cassiera di un supermercato di Cagliari che pochi giorni fa ha restituito i 160mila euro che qualcuno aveva perso, se un giorno si trovasse a passare dalle parti di Settle, North Yorkshire, faccia un salto da «Practically Everything». Giusto il tempo di scambiare due chiacchiere con Tom Algie. Ma in che lingua si parleranno, due alieni?
Daniele Abbiati