Nei 9 mesi l’utile cala del 3%, ma risale tra luglio e settembre Tripoli a regime nel 2012. In Mozambico più gas del previsto

I conti trimestrali dell’Eni, il più grande gruppo italiano, definiti «eccellenti» dall’ad Paolo Scaroni, sono stati accompagnati ieri da due notizie industriali di ampio respiro: le potenzialità del giacimento record di gas appena scoperto in Mozambico sono superiori del 50% alle prime stime; e la situazione in Libia si va progressivamente normalizzando, permettendo di prevedere il pieno recupero della produzione petrolifera ante-crisi nell’arco di 12 mesi. La Borsa, peraltro già ben intonata di per sè, ha premiato il gruppo con un progresso del 3,86%, a 16,67 euro. Il gruppo presieduto da Gouseppe Recchi ha chiuso i nove mesi 2011 con un utile netto di 5,57 miliardi, in calo del 3,4% rispetto ai 5,77 miliardi dello stesso periodo 2010. L’utile del terzo trimestre è invece aumentato del 3% salendo a 1,77 miliardi, meglio delle stime degli analisti. Sempre nel terzo trimestre l’utile netto «adjusted» (cioè rettificato di perdite di magazzino, proventi straordinari e altre voci finanziarie) è stato pari a 1,79 miliardi, in crescita del 7%. Nei primi nove mesi l’utile netto adjusted si è attestato a 5,43 miliardi di euro (+5%).
Questi numeri hanno permesso a Paolo Scaroni di definire i risultati «eccellenti». «Sono molto soddisfatto - ha detto anche - del rapido riavvio della produzione in Libia e della riapertura del GreenStream». «Abbiamo rafforzato il nostro portafoglio grazie alla firma degli accordi con Gazprom che danno il via al nostro upstream in Siberia e ai ripetuti successi della nostra esplorazione. In Mozambico, poi, - prosegue - abbiamo effettuato la più grande scoperta di idrocarburi della nostra storia».
Le vicende libiche fanno prevedere che la produzione 2011 sarà inferiore del 10%. Tuttavia il gruppo fa sapere che «le operazioni di ripristino del gasdotto GreenStream stanno progredendo con l`obiettivo di riavviare gradualmente le esportazioni. Considerando che le strutture produttive e di trasporto non hanno subito danneggiamenti, il management prevede il pieno recupero del plateau produttivo di petrolio ante-crisi nei prossimi dodici mesi; il ramp-up dei volumi di gas richiederà un tempo inferiore, stimato in pochi mesi. Eni e le controparti libiche hanno ribadito l`efficacia degli accordi petroliferi in essere».
Nel terzo trimestre Eni ha registrato un utile operativo di 4,504 miliardi, in progresso del 10,3% rispetto ai 4,084 dello stesso periodo del 2010. L’utile operativo adjusted è stato di 4,61 miliardi con un incremento del 12,3% rispetto al terzo trimestre 2010. Il principale motore è stata la migliore performance del settore Exploration & Production (+19,3%) trainata dallo scenario petrolifero che ha più che compensato gli effetti economici della perdita di produzione in Libia.