Nei bagagli a mano solo oggetti selezionati

da Roma

Fra qualche tempo la sindrome del bagaglio mano sarà solo un ricordo. A breve infatti potremo recarci all’aeroporto senza timore per gli oggetti appena messi in borsa e a rischio stop durante i controlli per l’imbarco. La Commissione europea ha infatti deciso di rendere pubbliche la maggior parte delle regole di sicurezza per chi viaggia in aeroplano. E tra queste, appunto, la lista degli oggetti che sarà assolutamente vietato portare a bordo. Rimarranno però segrete le norme più sensibili, quelle cioè che riguardano le metodologie adottate nei controlli di sicurezza.
A spiegare il senso della decisione è il vice presidente della Commissione Ue, Antonio Tajani: «Quando la Commissione ha deciso di modificare le regole si era deciso di mantenerle segrete per ragioni di sicurezza. Negli ultimi cinque anni però - spiega - abbiamo maturato una esperienza tale da poter avere una grande trasparenza senza pregiudicare la difesa».
Un passo non indifferente e che permetterà di comprendere le ragioni del divieto di imbarcarci con oggetti innocui per i più. Come una racchetta da tennis, vietata a un tal signor Gottfried Heinrich e il cui caso ha raggiunto le aule della Corte di giustizia europea. Il regolamento che impedisce di portare a bordo una serie di oggetti risale al 2002. L’allegato al regolamento, inizialmente segretato e in cui è contenuta la lista dei divieti, è stato successivamente pubblicato. E fin qui tutto bene, perché grazie a ciò abbiamo imparato che oltre a pistole e fucili, a mano non avremmo potuto più portare esplosivi ma neanche limette per le unghie, alcolici, mazze da baseball e similari. Nel 2004 però, essendo stato promulgato il regolamento di attuazione del precedente, si è resa necessaria la nuova pubblicazione anche dell’allegato (fin qui segretato) con le specifiche delle restrizioni. Cosa fino ad oggi mai avvenuta e su cui l’Alta corte si è pronunciata affermando che «la persistente e deliberata assenza di pubblicazione dell’allegato costituisce una violazione di tale gravità che non può essere tollerata dall’ordinamento giuridico comunitario». Con buona pace del signor Heinrich.