«Nei campi nomadi i bambini da sfruttare»

Alessia Marani

Altri otto pedofili arrestati, 24 finiti ai domiciliari: la squadra mobile di Roma affonda un altro duro colpo alla rete di «orchi» che approfitta dei bimbi rom provenienti dai campi nomadi della Capitale. Ragazzini di «vita» tra gli 8 e i 13 anni venduti dalle famiglie per poche decine di euro, disposti a soddisfare le voglie malate di «insospettabili» dietro la ricompensa di un panino da McDonald’s, di un paio di scarpe da ginnastica alla moda oppure di un nuovo cellulare. «Save the Children», l’associazione internazionale che si batte per la tutela dei minori in tutto il mondo, lancia l’allarme sul fenomeno dello sfruttamento dei bambini rom romeni che vivono in condizioni sociali e umane devastanti all’interno degli accampamenti di bidonville e roulottes intorno alla Capitale. «Le organizzazioni criminali - spiega il direttore generale di Stc, Valerio Neri - destinano allo sfruttamento sessuale i bambini incapaci di commettere furti o raccogliere elemosina. I nuovi arresti hanno nuovamente portato alla luce un fenomeno a noi tristemente noto, riguardante una fascia di minori stranieri, per lo più romeni rom, abbandonati nelle mani di sfruttatori che li inducono alla mendicità e a compiere atti di piccola delinquenza o che li designano quali vittime di tratta finalizzata ad abusi sessuali. Gli abusi - continua Neri - rappresentano solo una parte del loro sfruttamento che si delinea in base a un meccanismo di selezione».
Lo smistamento dei bambini avverrebbe attraverso una valutazione delle loro abilità. «Chi non è bravo a rubare in strada o sui mezzi di trasporto - afferma Neri - viene dirottato a chiedere l’elemosina o destinato allo sfruttamento sessuale, benché spesso ci sia commistione tra le varie attività». Per Save the children, inoltre, «molti dei rom romeni presenti a Roma sono ridotti in schiavitù nei campi nomadi non attrezzati e, spesso sotto minaccia, sono costretti a commettere furti, rapine, a mendicare». Particolarmente significativo a questo proposito è l’aumento percentuale sensibile nel 2005 rispetto all’anno precedente del numero di rapine e furti commessi da questi minori.
Lo stesso capo della Mobile, Alberto Intini, commentando gli oltre 50 arresti per violenza su minori comminati in due anni di indagini dagli agenti della IV sezione, ha sottolineato «l’ambiente di forte degrado sociale» in cui queste persone andavano ad adescare le loro giovani vittime. Rapine, furti, reati maggiori: non a caso indagando sui pedofili, nel gennaio scorso, i poliziotti della IV arrivano a risolvere il delitto di Luciano Lasio, cameriere gay di 49 anni, ucciso nel suo appartamento di Centocelle dopo un incontro occasionale. Ad ammazzarlo spaccandogli letteralmente la testa contro il muro due fratelli romeni di 16 e 22 anni provenienti dal campo di Tor Fiscale. All’origine di tanta ira il rifiuto dell’uomo a dare ai due giovanissimi stranieri i 35 euro pattuiti.
«È stata scoperchiata una pentola a metà, raccogliendo anche le indicazioni che noi formulammo in commissione Infanzia». Così la parlamentare di Forza Italia Maria Burani Procaccini ha voluto commentare l’operazione della polizia. «Ci sono esseri spregevoli che comprano la vita dei bambini per quattro soldi - osserva la Burani -. Spero che da questa vicenda parta un programma operativo per i bambini rom, costretti a mendicare e preda di criminali per cui le porte del carcere dovrebbero aprirsi a vita».
«Come già avviene nei casi di violenza sessuale subita dalle donne - ha detto il sindaco Walter Veltroni - il Comune di Roma si costituirà parte civile al fianco delle vittime dei pedofili». Ma l’emergenza campi nomadi, quella resta. alemarani@tiscali.it