Nei campi rom rame rubato a tonnellate

Diverse decine di quintali di rame, rubato probabilmente alla ditta Isofam, che ne aveva denunciato il furto alcuni giorni fa, sono stati sequestrati ieri mattina dai vigili urbani del settimo gruppo, diretto da Paolo Bigi, nel campo nomadi Casilino 900. Un’altra tonnellata di rame è stata invece sequestrata al campo nomadi di via della Martora al Collatino. Quest’ultimo sequestro è stato effettuato dalla polizia giudiziaria della Stradale diretta dal sostituto commissario Guido Martino, in seguito al controllo di un furgone risultato poi rubato, con alla guida un nomade.
«Una telefonata anonima - spiega Alessandro Marchetti, segretario romano del Sulpm - ha avvisato la sala radio dei vigili urbani che un camion con grosse quantità di rame era stato visto entrare e uscire dal campo nomadi Casilino 900. Immediatamente due pattuglie della polizia municipale sono intervenute rinvenendo nei pressi di una baracca alcune decine di quintali di rame. Contattate le famiglie anche delle baracche circostanti, nessuna ne ha rivendicato la proprietà e tutti hanno affermato di non conoscere i motivi della presenza di tanto materiale. Dalle etichette applicate sui grossi rotoli di rame si è risaliti al proprietario, una ditta della provincia di Frosinone. Sul posto sono successivamente intervenute in ausilio anche due pattuglie dei carabinieri. Sono in corso ulteriori indagini». «Ancora una volta - conclude Marchetti - la polizia municipale dimostra quanto sarebbe più utile alla cittadinanza se la giunta Veltroni decidesse finalmente di utilizzarla, dotandola degli strumenti adeguati, per intensificare i controlli di prossimità».
Allarmato è il capogruppo di An alla Provincia di Roma, Piergiorgio Benvenuti: «Ancora un sequestro di quintali di rame in un campo nomadi a Roma. È la dimostrazione che vi è un vero e proprio controllo di questo tipo di attività illegale come di altre all’interno dei campi nomadi presenti nella capitale e che le attività svolte dai nomadi si stanno trasformando ed organizzando: non vi è solo accattonaggio e piccoli furti, gli accampamenti stanno diventando centri ancora più pericolosi per la sicurezza delle rispettive zone della città».
«Ormai il monopolio del commercio illegale di rame è dei nomadi, si sviluppa all’interno dei campi, vi sono addirittura fonderie come è stato accertato dai carabinieri nell’ex campo della Muratella. È ora di fare un controllo adeguato sulle attività che si sviluppano all’interno di tutti i campi nomadi, perché non è possibile – conclude Benvenuti - che a Roma vi siano “zone franche” all’interno delle quali si sviluppano attività illegali senza un adeguato, costante controllo».