Ma nei Ds la parola d’ordine è «minimizzare»

Giulioli: «Via i carretti ambulanti dei gelatai»

Una Quercia double-face. Sull’allarme terrorismo e la strategia politica dei Ds capitolini c’è qualcosa che non quadra: da una parte la parola d’ordine sarebbe quella di minimizzare, evitare allarmismi, e dunque astenersi nei municipi dal sottoscrivere mozioni, ordini del giorno e altri atti che possano in qualche modo evidenziare il clima di allerta che in città è schizzato alle stelle. Dall’altra un consigliere comunale del calibro di Roberto Giulioli, presidente della commissione Commercio, ha reso noto ieri d’aver segnalato al prefetto, al questore e al sindaco «la gravità del fenomeno dei rivenditori che, con carrettini sponsorizzati da una nota società produttrice, girano nel centro storico per la vendita itinerante di gelati». Tali carretti, specifica infatti l’esponente della Quercia, «sono soliti accedere con facilità in zone interdette al traffico, e possono costituire un elemento di grave pericolo per l’incolumità di cittadini e turisti, per ragioni evidenti e purtroppo più che mai attuali».
L’osservazione - in sintonia con la decisione del prefetto di spostare gli ambulanti che stazionavano all’uscita delle stazioni metro - va però a cozzare con quanto accaduto proprio in questi giorni in un importante municipio governato dal centrosinistra. Nel corso di una riunione dei capigruppo, un rappresentante dell’opposizione - che aveva annunciato una mozione sulla necessità di intensificare i controlli mediante un piano organico in una zona ad alta concentrazione di luoghi di ritrovo islamici e già sfiorata da un’inchiesta sul terrorismo - s’è visto sollecitare dal capogruppo dei Ds la modifica del titolo della mozione stessa, nel quale comparivano espliciti riferimenti all’allarme di questi giorni. Motivo? Una «direttiva» informale del partito, trasmessa ai rappresentanti locali della Quercia nel corso di una riunione in cui qualche esponente della Federazione romana avrebbe invitato i compagni a non creare allarmismo, e a non votare atti in tal senso.
Del resto era già successo in I municipio che per far sì che il centrosinistra votasse un documento sulla sicurezza all’Esquilino, il capogruppo di An Federico Mollicone abbia dovuto cancellare - su richiesta dei Ds - ogni riferimento alla scoperta di una nuova moschea sorta nello scantinato di via Domenichino, rivelata dal Giornale.
Della moschea assicura l’opposizione che si tornerà presto a parlare. Ma sul presunto diktat in casa Ds, Giulioli liquida la questione con una battuta: «È una stupidaggine, non so chi è che va a raccontare in giro queste cose». Ma poi precisa: «Comunque la mia segnalazione riguarda una questione amministrativa: il commercio ambulante in centro è vietato, questo è il problema. E visto che in simili situazioni sono stati presi provvedimenti per ragioni di sicurezza, dico: i carretti non hanno titolo per esercitare l’attività. Si provveda, e a maggior ragione se ci sono esigenze di sicurezza».
A maggior ragione, tutto qui. Insomma, la direttiva ufficiale dei Ds sarebbe una bufala. Ma la segnalazione sui carrettini a rischio viene subito «declassata» al rango di «problematica amministrativa». Sarà.