Nei mari dello Yemen si nascondono i pirati

Tutto il Medio Oriente sta attraversando un periodo di tensione per cui luoghi affollati come mercati e moschee o manifestazioni di piazza possono diventare obiettivo terroristico. C’è inoltre da tenere presente che essere cittadini occidentali rappresenta molte volte un rischio di per sé. In Irak per esempio non è pensabile andare. A quattro anni dall’intervento americano soltanto i morti tra i civili sono stati più di 7mila e in tutto il Paese la gente vive nel terrore. Poco consigliabile anche un salto in Arabia Saudita dove ci sono stati negli ultimi anni, nei quartieri residenziali della capitale ed in altre regioni del Paese, attentati terroristici e omicidi di cittadini americani e europei. In Giordania, che è pure un Paese a rischio sismico, non è il caso di infilare il passaggio via terra dal territorio giordano alla Cisgiordania o verso l’Irak. L’Iran, situato tra l’altro in una zona di intensa attività sismica, è pericoloso nelle aree di frontiera con Iraq, Afghanistan e Pakistan, nelle zone ad est della città di Kerman, e sulla strada che porta a Bam. Ancora più difficile la situazione dello Yemen. I turisti rischiano moltissimo nelle regioni di Abyan e di Al Jawf, nelle aree di Marib e di Shabwa, nel Governatorato di Sa’ada. Il Golfo di Aden ha invece un pericolo antico: i pirati.