Nei nidi un migliaio in attesa, negli asili più posti che bimbi

Nidi, micro nidi, nidi famiglia. Otto nuove sezioni primavera, tagesmutter, nidi aziendali. E per i più grandini (3-6 anni) la scuola dell’infanzia. «Quello che vogliamo - anticipa già il prossimo anno l’assessore Mariolina Moioli - è costruire dei sistemi integrati per dare il massimo sostegno alla famiglia». Come a dire che per essere efficaci, oggi bisogna diversificare l’offerta. «Il mondo cambia in fretta - spiega lei che da qualche giorno è anche sindaco d’agosto -. I bisogni evolvono e Milano è una città in cui tutto questo succede prima». E allora per le future mamme in difficoltà c’è il bonus cicogna (alzato a 300 euro), poi il bonus bebè voluto dal sindaco Letizia Moratti e arrivato a quota 571 domande (64 per cento gli italiani, 22 gli stranieri). E ora anche l’ultima novità, i nuovi «centri prima infanzia» aperti dal Comune. Strutture simili al nido, riservate a bambini da zero a tre anni che potranno essere accompagnati da genitori, baby sitter o nonni per un massimo di quattro ore. Niente pasti, ma una semplice merenda e rette assolutamente vantaggiose per mamme che magari lavorano part time. O che preferiscono sapere i bimbi in mezzo ad altri compagni di gioco piuttosto che soli a casa. Educatrici a disposizione dalle 7,30 alle 18,30 e mezza apertura anche sabato e domenica. «Un servizio flessibile - spiega la Moioli - che vogliamo sperimentare». Anche tenendo conto del fatto che a Milano oggi nascono molti più bambini. E che i genitori, sempre più impegnati con il lavoro, hanno bisogno di maggior aiuto. Come testimonia l’impennata di iscrizioni a nidi e scuole d’infanzia. Una crescita monitorata costantemente dall’assessorato che è pronto a fornire anche i dati dell’aumento dei posti a disposizione. Per la fascia fino a tre anni, infatti, ci sono 960 bambini iscritti in più rispetto all’anno scorso. E la richiesta totale è aumentata di ben 1.451 posti, ma con un’offerta che per il prossimo anno è passata nei nidi da 8.457 a 9.231: più 780 posti. Assolutamente inferiore, grazie allo sforzo del Comune, l’incremento delle liste d’attesa passate (sono numeri aggiornati a ieri) a 1.683 piccoli. Ma, è bene notarlo, con ancora 543 posti disponibili. Come a dire che molti dei genitori che non hanno ancora trovato una collocazione stanno aspettando di trovare una soluzione più soddisfacente, magari solo più vicina a casa o al posto di lavoro. Situazione ancor più paradossale nelle scuole dell’infanzia con i posti a disposizione saliti da 21.984 a 22.407. Dei quali 21.669 già assegnati. Con una lista d’attesa, considerata ben più che fisiologica, di appena 123 casi (erano 94 al termini dello scorso anno scolastico). Con, però, ben 453 posti disponibili. Come a dire che le caselle libere sono molte di più delle domande ancora pendenti. «La buona notizia è che a Milano si nasce di più - commenta l’assessore - ma anche che in questa città c’è più speranza. Come dicono anche i dati di molte ricerche che confermano come qui i servizi sociali e per l’infanzia siano i più efficaci». Come quelli della fondazione Civicum, secondo la quale su cento bimbi, i posti negli asili nido sono 19 a Milano, 18 a Torino, 14 a Roma e appena 3 a Napoli. Un numero maggiore, con i minori costi dato che per ogni bambino a Milano servono 8.017 euro. Mentre a Torino sono 10.139, a Napoli sono 11.659 e a Roma addirittura 15.871. Quasi il doppio. «L’ho detto - aggiunge la Moioli -. Con i tempi che corrono è sempre più necessario costruire una rete d’appoggio alla famiglia. Che riguardi i bambini, ma anche gli anziani, gli adulti in difficoltà, i portatori di handicap».