Nei raid americani non sono morti i tre capi di al Qaida

Nairobi. Un alto funzionario americano che ha preferito mantenere l’anonimato ha confermato ieri a Nairobi le informazioni secondo cui i tre principali obiettivi del raid aereo Usa nella Somalia meridionale, tre capi di al Qaida, non sono stati uccisi. Uno dei tre, Fazul Abdullah Mohammed, è accusato di avere organizzato i sanguinosi attentati contro le ambasciate degli Stati Uniti in Kenya e Tanzania, nel 1998.
Abitanti delle zone colpite dai bombardamenti dei giorni scorsi dicono che i morti causati dai raid aerei sono centinaia. Washington ha fatto sapere di avere compiuto una sola incursione, quella che avrebbe dovuto eliminare i tre capi di al Qaida. Le altre sono state fatte dall’aviazione etiopica, come ha dichiarato ieri un portavoce del governo di Addis Abeba.
Nella provincia di Ras Kamboni, nel sud della Somalia, anche ieri le truppe governative appoggiate da quelle etiopiche hanno combattuto con i guerriglieri integralisti. Parte della popolazione tenta di fuggire in Kenya, le cui autorità hanno però chiuso i passaggi di confine. Le associazioni umanitarie parlano di migliaia di persone senza cibo né acqua.