NEI TG SOLO I MORTI NON SONO PRESUNTI

Peccato che ai tempi di Adamo ed Eva non ci fossero ancora i telegiornali. Se no avremmo sentito l’antenato mezzobusto di Cesara Buonamici e di David Sassoli annunciare nei titoli: «A una svolta le indagini sul caso Abele. Arrestato il presunto omicida: è il fratello Caino». Oppure, risalendo nei secoli: «A Torino scoppia un ordigno in galleria. Dilaniato il presunto attentatore, Pietro Micca». O ancora più vicino a noi: «Brillante operazione della polizia a Chicago. In manette il presunto boss Al Capone». Presunto di qua, presunto di là. Presunto di su, presunto di giù. Nemmeno i tg ti regalano qualche certezza e sì che ne avremmo tanto bisogno. Uno viene trovato con in pugno la pistola fumante, un cadavere insanguinato steso davanti e trenta testimoni intorno pronti a giurare che a sparare è stato proprio lui. Niente da fare. Per Maria Luisa Busi e Cristina Parodi è solo un presunto assassino. Una cautela che tra l’altro è anche incostituzionale, poiché discrimina in modo oltraggioso vittima e carnefice. L’una sempre certa, ancor prima dell’intervento del medico legale, l’altro sempre presunto, anche in galera. Strano, anzi incredibile, in un’epoca di illuminato garantismo, che non sia ancora sorto un sindacato a difesa dei presunti delinquenti, disposto a battersi per far finalmente cessare l’odiosa distinzione. L’abusato vezzo telegiornalistico ha scatenato imprevedibili reazioni. Da Hollywood è partita una lettera ultimatum, diretta ad Annalisa Spiezie e Attilio Romita e firmata da Dustin Hoffman, Robert De Niro, Meryl Streep e molti altri celebri divi. Pretendiamo, c’è scritto, che quando si citano Manuela Arcuri e Alessandro Preziosi, venga precisato: la presunta attrice e il presunto attore. Alla protesta si sono subito accodati Pelè e Maradona: non vogliamo più essere accomunati a Bobo Vieri e a Vincenzo Montella; chiamateli col loro nome: presunti calciatori. A farla breve un putiferio, con svariate personalità in fibrillazione nella tomba. Cristoforo Colombo si dissocia da Paul Cayard, D’Artagnan da Aldo Montano, Maria Curie da Margherita Hack, Quintino Sella da Antonio Fazio, Edmondo De Amicis da Aldo Busi. Veri noi, presunti loro, tuonano a una sola voce. Forse una soluzione ci sarebbe, in attesa che una apposita Bicamerale metta chiarezza in tempi brevi, diciamo vent’anni, nell’intricata materia. Trovare un altro aggettivo che sostituisca presunto. Potrebbe essere supposto, come suggerisce il dizionario dei sinonimi. Cominciando proprio dai politici, che devono dare il buon esempio. Chi non fa il suo dovere diventa: il supposto onorevole. Ma Emma Bonino e Livia Turco hanno già espresso qualche perplessità.