Nel 1990 prova bis al «Levi» di Seregno: i bocciati erano troppi

Ragazzi giù con la testa sui libri. La maturità bis, concessa a Seregno nel lontano 1990, è stata la prima e con smisurato margine di sicurezza resterà nella storia come l’ultima. A sentire quel che dichiara il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. All’Istituto Primo Levi di Seregno 49 aspiranti geometri furono «silurati» dalla commissione. A presiedere gli esaminatori c’era Antonietta di Tullio, molisana, una Margaret Thatcher dell’amministrazione scolastica. Davanti ai tabelloni dei risultati gli studenti s’accorsero della mannaia che gli si era abbattuta tra capo e collo: la percentuale dei bocciati fu clamorosa. Cominciarono le proteste, le tensioni. L’allora ministro decise di far rifare la maturità. Polemiche. E gli altri bocciati di tutt’Italia? Gerardo Bianco non si preoccupò. A settembre rispedì Antonietta di Tullio e i commissari nella scuola seregnese a riesaminare gli studenti.