Nel 2003 Capezzone diceva: «Noi radicali mai con Prodi»

da Roma

«Ma come fanno a stare di là»?, si chiede Peppino Calderisi. «Come fanno i radicali ad allearsi con il Professore, dopo quello che hanno sempre detto? Una svolta incomprensibile, con l’Unione non hanno nulla in comune». Per provarlo, il coordinatore dei Riformatori liberali cita due frasi. La prima è di Daniele Capezzone, 23 settembre 2003: «Se l’uscita dalla porta di Berlusconi significa il rientro dalla finestra di Prodi e cioè dell’uomo dei fondi neri dell’Iri, del piattino di Moro, di Eurostat, di Nomisma, di Telekom Serbia, con tutto ciò che questo rappresenta, mi pare che per l’Italia l’alternativa non sia brillante». La seconda, molto più recente e impegnativa, è di Marco Pannella, 16 aprile 2005: «Se questo centrosinistra prodiano andasse al potere, lascerei l’Italia». Capezzone fa spallucce: «Non voglio polemizzare con Calderisi, che sembra un disco rotto. Però auguro a lui e a tutti gli amici che hanno fatto una scelta diversa dalla nostra di essere capaci di aprire nel centrodestra un decimo delle contraddizioni che noi apriamo nell’Unione. Sarei il primo ad applaudire».
Per Calderisi il punto è proprio questo. «Non riesco a capire come pretendono di condizionare una coalizione che la pensa diversamente da loro su tutto. In politica estera i radicali sono sempre stati atlantisti e filoamericani: come faranno a stare insieme a chi brucia la bandiera israeliana e quella Usa? Consideriamo che nel prossimo Parlamento la sinistra massimalista potrebbe avere un centinaio di deputati. In economia sono talmente liberisti che addirittura consideravano troppo blanda la legge Biagi: come la metteranno con il dirigismo e le tasse? E anche la questione della laicità non mi pare sufficiente per spiegare il loro ingresso nel centrosinistra, visto che pure nell’Unione ci sono delle posizioni clericali molto distanti sulla loro, basti pensare a Rutelli. I radicali poi storicamente, nonostante le battaglie sui diritti civili, hanno sempre avuto molto rispetto per la Chiesa. Non hanno mai contestato il diritto del Vaticano di dire la sua».
Per tutti questi motivi, secondo Calderisi, l’alleanza dei pannelliani con il centrosinistra è assolutamente innaturale. «E quando sostengono di rappresentare un’alternativa all’Unione - insiste - fanno persino una mistificazione. Ma quale alternativa? Chi vota Rosa nel pugno vota per la coalizione di Prodi e può far vincere il Professore, facendogli guadagnare il premio di maggioranza, 63 deputati». Sì, ma danno fastidio ai Ds e ostacolano la nascita del Partito democratico... «Daranno pure fastidio ai Ds - risponde il coordinatore dei salmoni - però intanto di quei sessanta e rotti parlamentari che possono far scattare solo pochi andranno a loro. La maggior parte saranno del listone e di Rifondazione. Spero che gli elettori radicali preferiscano rafforzare la componente liberale dell Cdl per proseguire le riforme».
La replica di Capezzone è pacata. «Tutte queste riforme liberali nella Cdl non le ho viste. Quanto a noi, non rinunceremo a nulla. Sinceramente, auguro a Calderisi e agli altri amici di essere critici nei confronti del centrodestra come lo siamo noi nell’Unione, perché ogni seme di liberalismo che viene gettato è da coltivare. Peccato che loro lo gettino nel cemento».