Nel 2006 boom di fusioni e acquisizioni

Tassi bassi e liquidità hanno favorito le operazioni straordinarie. Italia in lieve controtendenza

da Milano

Il 2006 è stato un anno record per fusioni e acquisizioni societarie. Secondo la società di ricerca Thomson Financial, il valore delle cosiddette «merger and acquisition» al 22 dicembre ha toccato il livello record di 1,48 trilioni di dollari Usa. Gran parte del merito è da attribuire ai colossi del private equity che hanno saputo sfruttare al meglio la forte liquidità garantita dai bassi tassi di interesse.
Nella classifica (che pubblichiamo qui a fianco) delle principali operazioni di «buyout» nella storia si noterà come - tranne quella celeberrima Rjr Nabisco, che risale al 1998 e che mantiene ancora il primato per dimensioni - tutte le più grandi sono state attuate proprio nel 2006. E grazie 17 operazioni di acquisizione attuate nel corso dell’anno per un controvalore di 101 miliardi di dollari, Texas Pacific Group ha superato Blackstone e Kohlberg Kravis Roberts ed è diventata la prima compagnia mondiale nel settore del private equity.
Il primato è contenuto nella stessa ricerca di Thomson Financial, secondo la quale il dato riflette un anno decisamente straordinario per il comparto, che ha registrato nel suo complesso accordi per un valore complessivo di 700 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al livello record del 2005 e venti volte superiore rispetto al 1996.
Texas Pacific Group ha siglato in particolare accordi di alto profilo come l'acquisizione della compagnia aerea australiana Qantas, il gigante del gioco d'azzardo Harrah e il maggiore «broadcaster» Usa in lingua spagnola Univision. Blackstone, dal canto suo, che rimane la prima compagnia di private equity negli Stati Uniti, ha registrato accordi per un valore di 93 miliardi di dollari, mentre Kkr, prima in Europa, ha comprato per «soli» 78 miliardi di dollari.
Riguardo alle aree geografiche, gli Stati Uniti rimangono il primo mercato mondiale del private equity con 403 miliardi di dollari di accordi. A spingere al rialzo il dato, le acquisizioni della catena ospedaliera Hca, della società immobiliare Eqyuty office partners e di Freescale semicoductors.
I record mondiali del private equity hanno visto in controtendenza l’Italia, dove nel primo semestre 2006 (ultimo dato disponibile) sono state portate a termine 119 operazioni, per complessivi 826 milioni di euro, contro le 140 operazioni dello stesso periodo del 2005, per un controvalore di 1,2 miliardi.