Nel 2006 nati più bebé: in Lombardia cresce la voglia di avere figli

Diminuisce invece la crescita demografica totale. E Milano occupa l’ultimo posto tra tutte le province

Finalmente una buona notizia: le coppie lombarde si sono decise a fare figli. Per la prima volta dopo anni, il numero delle nascite supera quello dei decessi. Dal 2004 al 2006, infatti, ogni mille abitanti sono nati 10 bambini e sono morte circa 8 persone. Così il saldo naturale, pari alla differenza tra numero di nascite e numero di decessi, ha raggiunto un valore positivo (1,2).
A rivelare questa buona novella è stato il Movimento per la Vita Ambrosiano (un’«associazione - si legge nell’home page del sito internet - basata sul volontariato, che opera a Milano nell’ambito della difesa del valore della vita»), che ieri ha organizzato il convegno «L’inverno demografico - dinamiche demografiche e crescita zero in Europa e Lombardia» con il sostegno dell’assessorato alla Famiglia. Il trend positivo è cominciato, lentamente, già nel 2001 ma soltanto negli ultimi anni in Lombardia si è verificata una sorprendente vivacità demografica. Bergamo e Brescia sono le province in testa alla classifica delle nascite. In coda, invece, Pavia che ha guadagnato un triste primato: la medaglia d’oro tra le città con il più elevato numero di decessi, arrivando a toccare la quota di 11,7 ogni mille abitanti.
La positività del saldo naturale, tuttavia, non ha comportato un corrispondente livello di crescita demografica totale per l’intera Lombardia. E Milano si aggiudica la maglia nera guadagnando l’ultimo posto della classifica. Un dato significativo: se nel 2004 il tasso di crescita totale del capoluogo lombardo si assestava a 16,6, nel 2006 è precipitato fino a 3, contro una media regionale pari a 6,9. Quasi fosse una malattia contagiosa, anche gli stranieri residenti a Milano partoriscono di meno (il saldo migratorio totale, infatti, è vistosamente in discesa, passando da 15,2 nel 2004, a 6,6 nel 2005, fino a 1,8 nel 2006), mentre nelle altre province forniscono un aiuto sostanzioso alle coppie italiane. Come a Lodi, ad esempio, dove grazie al saldo migratorio la crescita totale è quasi il triplo della media regionale. In generale, i dati parlano chiaro: le donne straniere nel 2004 hanno messo alla luce in media 2,81 figli a testa, doppiando abbondantemente le italiane. Preoccupato per questo aspetto il Presidente del Movimento per la Vita Ambrosiano Paolo Sorbi, che ieri ha detto chiaramente quanto la gravità di questi dati sia «in parte attutita da un saldo migratorio sempre positivo».
Come dargli torto? Se i demografi hanno stabilito che ciascuna donna dovrebbe partorire almeno due figli per garantire un ricambio generazionale, alle mamme lombarde toccherà impegnarsi ancora un po’ per raggiungere questa «soglia». Dopo aver toccato il minimo storico tra il 1994 e il 1995 (1,08 figli per coppia), ora si sta registrando un buon orientamento di crescita che si aggira sull’1,3, ma è necessario che questo trend positivo non si arresti. E secondo Sorbi, in tempi di Dico c’è un’unica soluzione: valorizzare la famiglia. «La crisi di valore dell’istituzione famiglia - spiega - è alla base di questo fenomeno. Solo recuperando lo sviluppo di questo modello, potremo ridare slancio ad una crescita demografica che assicuri un ricambio generazionale adeguato alla continuità della cultura occidentale e italiana».