Nel 2008 via libera in Italia alla prima banca islamica

da Milano

Anche in Italia, probabilmente a Roma, sbarcherà presto una banca islamica, rispetterà il codice etico dei musulmani e le regole della sharia. L’apertura di uno sportello che rispetta le leggi del Corano è prevista per il 2008, ha annunciato Adnan Yousif, presidente dell’Unione delle banche arabe (Uab), che ieri ha firmato un memorandum di intesa con l’Abi per sviluppare la collaborazione nel settore finanziario e non solo, puntando a costituire una federazione entro un anno.
Ci sono ancora alcuni ostacoli di natura giuridica prima dell’autorizzazione di Bankitalia hanno spiegato i rappresentanti del mondo bancario arabo, ma l’Italia è destinata a seguire quanto accaduto già in Francia, Germania, Olanda e, soprattutto, Regno Unito. I risparmiatori a cui si rivolgono le banche islamiche sono in primo luogo gli immigrati di religione musulmana. Tra le forme di finanziamento più utilizzate i bond islamici, chiamati sukuk. La differenza principale rispetto ai normali bond è che i sukuk non pagano tassi di interesse sul denaro (pratica equiparata all’usura e categoricamente vietata) ma sulla base dei profitti generati da quel denaro una volta investito in una concreta attività economica. I bond in linea con Corano e Sharia devono poi tener conto che i musulmani non possono investire in alcuni settori.