Nel 2008 prenderà il via la riforma della previdenza complementare. Ma finora ad aderire sono stati soltanto 2 milioni di cittadini. Pochi i giovani Fondi pensione, è meglio pensarci ora Masci (Arca): «Ogni anno di attesa corrisponde a circa l’1-1,5%

Convenzioni con 150 aziende per complessivi 13mila dipendenti

Enrico Boschivi

I fondi pensione italiani sono ancora ai nastri di partenza, sebbene siano trascorsi ormai 13 anni dalla legge istitutiva. Fino a oggi hanno aderito in pochi e con pochi soldi, dal momento che sono state raccolte soltanto 2 milioni di adesioni. Pochi sono soprattutto i giovani, proprio coloro che avrebbero maggiormente bisogno di aderire a forme di previdenza complementare.
«Le cause di questo scarso interesse per la previdenza complementare sono due - spiega Danilo Masci, responsabile dei Prodotti di previdenza integrativa di Arca - la prima è che la maggioranza dei futuri pensionati non si è ancora resa conto dell’ammontare di quella che sarà la propria pensione. La seconda è collegata a un pregiudizio sulla destinazione del trattamento di fine rapporto, ossia alla preferenza accordata dalla gran parte dei lavoratori dipendenti all’immediata disponibilità del Tfr, piuttosto che destinarlo a un’effettiva forma di gestione finanziaria, come quella dei fondi pensione. Se il Tfr non viene versato nei fondi pensione, il capitale finale accumulato è ben poca cosa e non è certamente in grado di generare una rendita adeguata a compensare il gap previdenziale tra ultimo reddito percepito e pensione futura». «Aspettare il 2008 (l’anno in cui prenderà il via la riforma della previdenza complementare) - aggiunge Masci - per decidere se aderire o meno a un fondo pensione non conviene a nessuno. Ogni anno di attesa equivale a circa l’1%-1,5% in meno di copertura del gap previdenziale».
In futuro, pertanto, i fondi pensione aperti assumeranno un ruolo fondamentale: saranno gli strumenti più adeguati e affidabili per assicurare livelli di copertura previdenziale più elevati, in grado di colmare il divario tra il trattamento pensionistico erogato dallo Stato e il tenore di vita desiderato dal lavoratore.
Con oltre 600 milioni di euro in gestione, quasi 70mila aderenti, Arca è stata tra le prime società di gestione a entrare nel mercato dei Fondi pensione aperti ed è attualmente il secondo operatore del mercato in Italia, posizione di rilievo raggiunta grazie alla qualità dell’offerta e alla capillarità della rete di distribuzione.
Arca è inoltre leader nel segmento delle adesioni collettive: ha stipulato convenzioni con oltre 150 aziende (per un totale di circa 13mila lavoratori dipendenti), rendendo possibile la costituzione di un piano di previdenza complementare all’interno di aziende prive di un fondo di categoria.
L’offerta di Arca in ambito previdenziale è caratterizzata da un’elevata innovatività e completezza di gamma, consentendo all’aderente di soddisfare al meglio le esigenze di previdenza complementare in funzione del numero di anni mancanti al pensionamento e alla personale propensione al rischio.
Così, nel gennaio di quest’anno, Arca ha lanciato un’ulteriore comparto d’investimento, con rendimento minimo garantito pari al 2 per cento annuo, che si va ad aggiungere alle quattro linee tradizionali (monetaria, obbligazionaria, bilanciata e azionaria) e che amplia l’offerta di prodotto dedicata alle adesioni collettive.
«Grazie all’offerta di Arca - precisa ancora Masci - tutti i risparmiatori possono soddisfare efficacemente le diverse esigenze di previdenza integrativa».
Quali sono, a questo punto, i consigli sul tipo d’investimento, in rapporto all’anzianità lavorativa?
«L’aderente ai prodotti di previdenza integrativa, all’inizio dell’età lavorativa dovrebbe privilegiare le linee d’investimento a maggiore contenuto azionario e, successivamente, con l’approssimarsi dell’età pensionabile, dovrebbe spostare il capitale accumulato su linee di investimento meno esposte alle oscillazioni dei mercati. Negli anni che precedono il pensionamento, infine, dovrebbe utilizzare la linea di investimento a rendimento garantito, così da porre al riparo il capitale da eventuali ribassi di mercato e consolidare i risultati acquisiti negli anni precedenti».
Grazie alle buone performance degli ultimi anni, Arca è pronta all’appuntamento con il 2008, anno in cui prenderà il via la riforma della previdenza complementare, e a rispondere efficientemente con i suoi prodotti alle specifiche necessità dei risparmiatori in materia di previdenza integrativa.