Nel 2009 più soldi ai vertici Fiat

Il bilancio 2009 di Fiat registra un incremento dei compensi percepiti dal presidente Luca di Montezemolo e dall’amministratore delegato Sergio Marchionne. Lo scorso anno Montezemolo ha percepito complessivamente 5,177 milioni (di cui 4,542 milioni per la presidenza Ferrari) dai 3,386 milioni dell’anno precedente (2,743 milioni per Ferrari). Marchionne ha incassato complessivamente 4,782 milioni (di cui 1,345 milioni alla voce bonus e incentivi) dai 3,416 milioni del 2008. Per il vicepresidente John Elkann il compenso è ammontato a 631mila euro, tra i 62mila e i 98mila euro quelli per gli altri consiglieri del Lingotto. L’amministratore delegato, specifica una nota a pie’ della relazione di bilancio, «ha il diritto a percepire, in caso di interruzione del rapporto di collaborazione, un capitale rateizzato in 20 anni, pari al massimo, dopo dieci anni, a cinque volte l’emolumento annuale fisso; il relativo accantonamento operato da Fiat spa nel 2009 è stato pari a 960mila euro». Una clausola analoga è prevista per Montezemolo, in qualità di presidente di Ferrari. Per il 2009, Marchionne ha ricevuto 3,050 milioni a titolo di emolumenti per la carica. Lo stesso top manager dispone, inoltre, di stock option per 20,67 milioni di azioni il cui periodo di esercizio va dal gennaio 2011 al novembre 2011 (9,867 il prezzo medio di esercizio). Nel progetto di bilancio si legge anche che il Lingotto prevede di chiudere il 2010 con un risultato netto vicino al break-even a causa del mancato rinnovo in Italia degli ecoincentivi. Confermati i target, già annunciati lo scorso 25 gennaio, di un utile della gestione ordinaria tra 1,1 e 1,2 miliardi e di ricavi di circa 50 miliardi sempre in assenza di bonus alla rottamazione. «Gli obiettivi per l’anno in corso sono fortemente condizionati dal mancato rinnovo in Italia degli ecoincentivi all’acquisto di autovetture», spiega il documento. Per il 2010 l’indebitamento netto industriale è atteso oltre i 5 miliardi. «La Fiat disporrà comunque di risorse più che adeguate per una transizione a quello che ci si aspetta essere un contesto di mercato normalizzato nel 2011 e negli anni successivi», si legge ancora nel documento. «Lavorando per il conseguimento degli obiettivi, il gruppo continuerà a implementare la strategia di alleanze mirate, al fine di ottimizzare gli impegni di capitale e ridurre i rischi», conclude il documento. Fiat ha archiviato il 2008 con un trading profit di 1,058 miliardi e ricavi per 50,102 miliardi. Il debito netto industriale si attesta a 4,4 miliardi.
Ieri, infine, durante la riunione a Bruxelles con i ministri Ue incaricati del settore automobilistico, Claudio Scajola ha fatto presente la necessità a breve periodo da parte dell’Italia che «si lavori sulle nuove tecnologie, sull’ibrido, ma ancora con il motore termico per rispondere alle esigenze del consumatore». L’Europa, secondo il ministro dello Sviluppo economico, dovrà quindi «farsi carico» e dedicare una parte del suo budget proprio per l’innovazione e la ricerca nel settore auto in modo da non perdere competitività.