«Nel 2010 Venezia avrà il Palazzo per la Mostra»

Soddisfatto il presidente della Biennale Croff: «Ne avevamo bisogno». Costerà 70 milioni di euro

da Milano

Il proclama è stato perentorio: «Entro il 2010 Venezia avrà un nuovo palazzo del cinema». Parola della commissione di studio istituita dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, e presieduta dal sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. Però è una non-notizia: lo si annuncia da due anni (il progetto vincitore del concorso è del 2005). Poi segue l'ovvio: «Il palazzo, anche polo culturale e congressuale, sarà realizzato con lo sforzo di Stato, Regione e Comune». Preventivo? «Circa settanta milioni di euro», oltre centotrenta miliardi di vecchie lire, grossa cifra, facilmente inferiore alla spesa reale del 2010.
«Ai privati - continua l'annuncio - sarà affidata invece la realizzazione di un modello gestionale che dovrà consentire alla struttura di essere operativa 365 giorni l'anno». Tenendo conto che si parla del Lido, non di San Marco, qui vien da ridere. Operativi tutto l'anno non sono nemmeno i palazzi del cinema di Cannes e Berlino, benché organi di un sistema-nazione maggiore di quello italiano. Sarebbe già un successo essere operativi, per loro, metà dell'anno... Ma Venezia è Venezia, direte. Certo, ma anche il Lido è il Lido, cioè è la periferia di Venezia. Chi arriva alla stazione di Santa Lucia, ha ancora davanti almeno mezz'ora di vaporetto raggiungere il Lido. Quanti non-veneziani, allora, andranno a vedere film nelle tante sale e salette del neo-palazzo? E quanti veneziani, visti i pochi che nemmeno riempiono le residue sale del centro cittadino? E poi l'abitante medio del Lido tutto vuole, tranne che avere un ampliamento non solo della Mostra del cinema, ma di una presenza «culturale e congressuale». Cacciari l'ignora? Comunque, ammesso che gli abitanti di Venezia-centro divengano cinefili e gli abitanti del Lido diventino ospitali, chi passerebbe fra questi ultimi, isola di un'isola, alcuni dei 180 giorni fra novembre e aprile, se i prezzi non fossero dimezzati rispetto al resto dell'anno? Nel 2010 sarà comunque tardi per attrezzare Venezia, visto che - in quota maggior rassegna cinematografica internazionale in Italia - dall'ottobre scorso la Festa di Roma l'ha soppiantata. Possono nasconderselo Comune di Venezia, Regione veneta e Repubblica italiana, nella persona di un ministro della Margherita, secondo una logica politico-clientelare. Quali privati sosterranno una cattedrale nel deserto? Per Croff, presidente della Biennale, «è una conquista storica, perché di questo palazzo avevamo tantissimo bisogno». Sono gli altri - Hollywood e dintorni - a non aver più bisogno della Mostra.