Nel Belpaese di Prodi la protesta è impunita

Occupazioni abusive di case, viaggi a costo zero per chi insulta
polizia e carabinieri, cortei pro-terroristi: in Italia tutto è permesso. Il caos sui binari riapre la polemica sul rispetto delle regole. Forza
Italia: "L’Unione crede di essere ancora all’opposizione. Cavalca lo
scontento dei manifestanti"

Roma - Duecento pendolari che bloccano per quasi otto ore la stazione Tiburtina a Roma. I centri sociali che scendono in piazza per esprimere solidarietà ai brigatisti in carcere gridando «porci assassini» ai poliziotti e «cani servi» ai giornalisti. Le manifestazioni di protesta che si trasformano in un sistematico tiro a segno contro le forze dell’ordine, schierate come l’elemento immobile di un presepio o più semplicemente come un bersaglio necessario a completare la scenografia dell’evento. I «disobbedienti» che pretendono di viaggiare sui treni delle Fs, senza biglietto. I sindaci ulivisti che di fronte alle occupazioni delle case da parte di Action o di altre organizzazioni allargano le braccia e promettono di aprire un bel tavolo per discutere del problema abitativo. Ovvero: se ne fregano. E ancora: i parcheggiatori illegali che dettano legge e taglieggiano gli automobilisti mentre il commercio abusivo degli extracomunitari invade le strade delle nostre città.

Benvenuti in Italia, il Paese dove la legalità è un optional, un concetto a intensità variabile che impone doveri ai più deboli e regala opportunità (di violenza) a chi fa la voce grossa. Benvenuti nell’Italia del governo dell’Unione, dove, per alcuni ministri, pronunciare la parola «sicurezza» significa esporsi sul territorio della destra, imbracciare un’arma impropria se non vagamente reazionaria, inadatta ai salotti intellettuali della «gauche caviar» italiana. «Questo è il governo dei disobbedienti che tutela solo chi fa blocchi come oggi alla Tiburtina, o inneggia alle Br a Padova come a l’Aquila» dice Adolfo Urso. «Pensate al silenzio con cui è stata accolta la nomina da parte del sottosegretario all’Interno, Francesco Bonato, in quota a Rifondazione, come suo segretario particolare di un uomo condannato a 4 anni e 7 mesi di prigione per banda armata» rincara la dose Francesco Storace. «Mi chiedo: c’era bisogno di metterlo al Viminale? E ancora: Curcio che va a fare lezione all’università. E la sala del Senato intitolata a Carlo Giuliani. Tutti episodi che la dicono lunga sulla considerazione che hanno per la legalità».

Segnali preoccupanti individua anche Jole Santelli, responsabile Sicurezza di Forza Italia. «L’idea della sinistra è quella della “polizia democratica” che sta lì a prendersi sputi e sassi e viene lasciata in braghe di tela con la Finanziaria». Un altro che non lesina parole dure verso il governo è Filippo Ascierto, deputato di An ed ex maresciallo dei carabinieri, vittima di un’aggressione no-global insieme ad Enzo Vanzan, (il padre di Matteo, uno dei militari caduti a Nassirya). «Ormai i centri sociali sono i padroni delle città. La maggioranza è vittima del ricatto comunista e massimalista. E il governo non solo non dà una lira alle forze dell’ordine ma le mette in piazza con direttive che le mettono nelle condizioni di farsi massacrare». Fabio Rampelli, sempre di An, fa notare come l’illegalità stia assumendo un carattere «scientifico e organizzato». «Ormai a Roma Action procede a un ritmo di una occupazione a settimana. Un’attività ovviamente illecita che viene protetta dai Comuni che, addirittura, in alcuni municipi affidano loro lo Sportello Casa. Ricordo, ad esempio, che anche lo stesso Veltroni diede a Nunzio D’Erme una delega sull’emergenza abitativa». E se l’azzurro Gregorio Fontana ricorda l’ipocrisia del governo che «cerca in tutti i modi di minimizzare i delitti commessi dagli extracomunitari», il senatore di An, Riccardo Pedrizzi apre un altro fronte. «Ma è possibile che nelle scuole, anche chi si è macchiato del reato di stupro e abuso di minore non possa essere sospeso? È una vergogna».

Un altro politico particolarmente sensibile al lassismo dimostrato dal governo è il senatore di Forza Italia (ed ex questore di Napoli), Franco Malvano. «Pensano ancora di stare all’opposizione e di poter cavalcare la tigre dei manifestanti, mettendosi addirittura a capo di proteste contro loro stessi. Mi arrivano segnali di preoccupazione da parte delle forze dell’ordine che vivono uno scoramento profondo, nella consapevolezza che le responsabilità di un errore verrebbero sempre e comunque scaricate su di loro. Quella del governo è un’incapacità strutturale, pericolosa per il Paese».