Nel Bresciano Il datore di lavoro lo rimprovera: lo uccide a sprangate

Un metro e sessanta per cinque chili. Lunghezza e peso della spranga di ferro che ha ucciso Maurizio Ricchini, 44enne imprenditore della Valcamonica, ammazzato da un suo dipendente albanese ieri mattina a Cividate Camuno, nel Bresciano. Tre fendenti, che non hanno lasciato scampo, esito drammatico di uno scoppio d’ira. Ricchini è morto subito, in un lago di sangue con la testa spaccata. Luci Hamit, il 48enne albanese, è fuggito ma 2 ore dopo era già arrestato.