Nel canestro Siena trova ancora lo scudetto

Tutto come previsto in gara 5: Roma lotta ma i toscani si aggiudicano il secondo titolo consecutivo dopo un campionato dominato sin dall'inizio

Roma fa quello che può e lo fa bene, ma Siena fa quello che deve e lo fa benissimo chiudendo la storia di questo campionato con un 92-81 che dice tutto, come i 15 rimbalzi offensivi. Il Montepaschi vince lo scudetto alla quinta partita, ritrova il suo genio della lampada McIntyre all'inizio (16), ma poi la notte diventa quella dei soliti noti: prima Kaukenas (14) che ha fatto capire quanto è mancato nei 5 mesi di sosta per operazione al ginocchio, poi Sato (11 e 8 rimbalzi), un gigante nel quintetto di "piccoli" e, per chiudere, la seta di Lavrinovic (15) e il sigillo di Shaun Stonerook, 8 rimbalzi anche per lui che nel momento della fatica trova due canestri che hanno lasciato davvero il segno. Finale logico, ma niente era scritto e lo si è visto perché la Lottomatica ha dato tutto quello che aveva.

Il ricamo di Siena sul drappellone del terzo scudetto, marchio di una squadra che ha dominato la stagione, si è presa quasi tutto quello che voleva nel campionato dopo essere stata bella anche in Europa. Certo una squadra che può tenere in borghese Romero, Wilks e Diener, tre che a Roma, ma anche ad altri, avrebbero fatto molto comodo, dimostra di essere davvero padrona di tutto e lo si vede nelle piccole e grandi cose perché la cavalcata del 2008 che porta al secondo titolo consecutivo così come capitava soltanto ai grandi club tipo Milano, Treviso, Varese e Virtus, non è stata così semplice come poteva sembrare dopo le prime 17 vittorie consecutive.

Ci voleva qualcosa di speciale in società e quando si è fermato qualcuno ecco subito i rimpiazzi. Kaukenas , il grimaldello, è rimasto fuori per cinque mesi, purtroppo anche nella semifinale di eurolega; McIntyre, il genio della lampada che ha fatto meraviglie ogni volta che il Montepaschi ne aveva bisogno, si è dovuto fermare qualche settimana, ma in pratica non è successo quasi niente, così per i centri, così come nella serie scudetto quando c'erano problemi per gli uomini base ecco uscire dalla panchina Carraretto o Thomas Ress, a proposito sua sorella ha vinto il titolo con Schio, ecco Ilievski, ma soprattutto la differenza l'ha sempre fatta il lituano Lavrinovic che tutta Europa aveva visto, ma che soltanto Siena è andata a cercare davvero per ritoccare in meglio la squadra che l'anno scorso aveva pur vinto il titolo.

Cambiare il lunatico Forte, il promettente ma incostante Boisa, il minaccioso Baxter, non era facile, ma ecco la forza del priore e del capitano di questa squadra, il Ferdinando Minucci a cui tutti adesso s'inchinano, ammettendo che non esiste organizzazione migliore se riesce a reggere campionato ed eurolega con tutti i disagi di viaggio che incontrano quelli che vogliono raggiungere la più bella delle città come cantano i tifosi senesi parlandoci delle verbena che nasce in piazza del Campo.

Contro Roma non è stato tutto facile, ma soltanto per stanchezza fisica e mentale perché per avere una finale davvero equilibrata Repesa avrebbe avuto bisogno almeno, al posto dell'asfittica panchina, dei tre di Siena che stavano in borghese durante questa serie finita in gloria sul legno del Pala Sclavo. Non li aveva e va onorato lo stesso perché tutti sapevano che era inferiore in ogni punto del campo.