Nel cantiere di Riva Trigoso gli iscritti sbugiardano la Fiom

(...) gli ha domandato: «Perché, compagno segretario generale?», lui ha risposto, pronto e, soprattutto, chiaro: «È mutato il clima in città». Complimenti! Abbiamo un nuovo meteorologo. Previsioni del tempo a parte, è una realtà che la situazione trattative, commesse di nuove navi (che non ci sono) e piano di rilancio della produzione (che c’era ed è stato confermato), non è cambiata di una virgola, è la stessa identica di ieri, avantieri e tre giorni fa, dopo l’incontro del ministro Passera con i sindacati. Ma è altrettanto vero che l’intransigenza della Fiom si è alquanto ammorbidita, per non dire che è in via di disintegrazione totale. I maligni sostengono che è bastato un sondaggio riservato dello staff elettorale di Marta Vincenzi per convincere anche gli illusi: lo sciopero generale della città minacciato dalla sindaco, in testa al corteo degli scioperanti, non ha pagato neanche un voto, se mai ne ha fatto perdere parecchi all’antagonista di Roberta Pinotti in vista delle primarie del Pd. Lo ha capito subito anche Manganaro che, volendo giocare una partita doppia sul tavolo politico e su quello sindacale, è andato a braccetto - baci e abbracci e lacrimucce - con la candidata Vincenzi per ricavarne vantaggi di immagine e sostanza. Niente di tutto questo, alla fine. Da qui, la retromarcia di ieri: sospesi lo sciopero e le manifestazioni, gli operai sono andati al lavoro. «Ci è sembrato giusto - spiega Manganaro - interrompere i cortei per rispetto dei cittadini e delle istituzioni locali, che si sono mobilitate tutte perché lo stabilimento abbia un futuro. Quindi aspettiamo, vediamo se arriva un segnale, se la trattativa si riapre. Ma sia ben chiaro - è il contentino concesso dal leader sindacale -, la battaglia non è finita, se non c’è lavoro per il futuro la nave ora in costruzione non esce dal cantiere». Siamo già arrivati ai «se» e ai «ma»... Di più non si può pretendere, concediamo agli sconfitti l’onore delle armi, e a Manganaro l’onor del manganello.
Un altro campanello d’allarme per la Fiom, a dimostrazione del vento che cambia, arriva dal cantiere di Riva Trigoso, dove Luigi «Zizzi» Stagnaro, storico membro della Rsu-Rappresentanza sindacale unitaria, replica a muso duro - pare sia volato anche qualche spintone - al coordinatore nazionale Alessandro Pagano: «L’accordo per Riva sottoscritto il 21 dicembre scorso da Fim Cisl, Uilm e Ugl è positivo - dichiara Stagnaro -, in quanto prevede 15 milioni di euro di investimenti e prepensionamenti secondo le vecchie regole più vantaggiose di quelle attuali». Tié.
Infine, sempre sul fronte sindacale, resta sotto stretta osservazione il ruolo delle istituzioni, Regione compresa: il presidente Claudio Burlando «deve prendere atto dell’accordo di dicembre e del piano industriale». Lo chiede il segretario generale di Uilm Genova, Antonio Apa, secondo cui sia il governatore della Liguria, sia il sindaco Vincenzi, esprimendosi «a favore di chi non ha firmato l’intesa, travalicano il loro ruolo istituzionale». Adesso, prosegue Apa, «è necessario che facciano entrambi un appello al lavoro. Se verrà bloccata la nave Oceania - conclude Apa - nessun armatore avrebbe più il coraggio di investire nel cantiere di Sestri Ponente». Più che il vento, sulla Fiom fischia la bufera. Fortuna che Manganaro c’ha l’eskimo.