Nel cassetto di Reviglio (Keplero) lo sviluppo di «low cost»

RiminiKeplero non molla, anzi rilancia in vista dell’atto conclusivo della vicenda Bertone, la storica carrozzeria torinese commissariata da oltre un anno. Sarà il ministero dello Sviluppo economico ad autorizzarne la vendita, sulla base delle proposte (presentate entro il 7 maggio) da parte dei potenziali acquirenti. Tra questi la società del finanziere torinese Domenico Reviglio, interessata al marchio, agli immobili e agli impianti, per un piano industriale centrato sulla produzione di veicoli low cost in piccole serie: bici, tricicli e quadricicli elettrici, veicoli commerciali leggeri a benzina, elettrici e bifuel da 15 a 35 quintali e, in seguito, anche una city car. «Ci interessa - sottolinea Reviglio - perché lo stabilimento fa parte di un’enclave tecnologica in un distretto industriale dedicato e il marchio ha notorietà internazionale. Ma se non sarà possibile, sono già pronte soluzioni alternative». Per Keplero non un futuro da nuovo car-maker, ma da «fornitore di mobilità che occupa le nicchie lasciate libere dai grandi costruttori». Lavorando su concept che, una volta aggregata una domanda di 700-1.000 pezzi (ciò che porta al break-even), diventano linea di prodotto. Mezzi per la mobilità urbana, pensati per trasformare il low cost in uno stile di vita.
Del resto, dicono le statistiche, l’auto in città viene usata in media per non più di 25 km al giorno, al 95% da soli. «Le vetture indifferenziate - aggiunge Reviglio - serviranno sempre meno, sancendo il passaggio da un’economia di scala a un’economia di scopo: non si venderà il prodotto, ma l’uso che se ne deve fare». Puntando su design e progettazione, Keplero acquista componenti sui mercati internazionali sfruttando la produzione in eccesso dell’industria automotive e puntando alla massima economia, per assemblarli in proprio. Entro fine anno dovrebbe presentare i primi esemplari pre-serie di veicoli commerciali leggeri: mezzi elettrici e bi-fuel capaci di entrare nei portoni delle case cittadine; qui la sfida è al Piaggio Porter, con l’obiettivo di raggiungere in breve il 25% di un mercato potenziale di 5mila unità l’anno. E già progettualmente definiti sono anche i quadricicli elettrici, promessi a prezzi ben più bassi degli attuali, accanto a bici e tricicli elettrici. Da 37 a 45 milioni di euro il fatturato annuo atteso, impiegando 250 dipendenti che potrebbero in seguito salire a 450.