Nel Centro Ovest a governare è la minoranza

(...)Domenico Minniti, presidente del Centro ovest, contro tutti. Sostenuto solo dal suo partito e dall’Idv e messo sulla graticola anche da chi lo sostenne in campagna elettorale. Minniti (Partito Democratico) giusto ieri mattina ha dovuto digerire un «boccone amaro»: le dimissioni di Roberta Braggio dal ruolo di assessore a sport, cultura e manifestazioni. Tra i due non è mai scorso buon sangue. Anzi, le difficoltà di dialogo sono sempre state chiare a tutti con attacchi pesanti del presidente alla Braggio accusata, in passato, anche di utilizzare il suo ruolo con l’intento, un giorno o l’altro, di prendere il posto del mini sindaco. Dove starebbe, quindi, il «boccone amaro» per Minniti che si libera di un’«avversaria» dalla giunta? Sta nel fatto che la Braggio, tra l’altro ex segretaria di Claudio Burlando quando il governatore era ministro dei Trasporti, tutte le frizioni con il presidente, ha deciso di renderle pubbliche in una lettera arrivata a tutti i consiglieri municipali. Pesanti le accuse dell’ex assessore, ed ora consigliere del Pd, che parla di una «situazione ormai stagnante e logora in cui ci troviamo a galleggiare». «Le mie dimissioni sono dovute ad una assoluta non condivisione del modo di operare del nostro presidente e nella piena consapevolezza dell’assoluta perdita di credibilità del nostro partito» scrive pungente. L’ex assessore municipale denuncia «l’assoluta indisponibilità di Minniti a lavorare in squadra, la non condivisione dei progetti, il mancato coinvolgimento della maggioranza e il puntuale mancato coinvolgimento dei consiglieri del Pd». A questo si aggiunga l’atteggiamento che l’esponente democratico definisce vergognoso: «Denuncio la completa mancanza di rispetto verso chi, come me, fa politica lavorando e spesso ti ha pregato - scrive in un’altra lettera indirizzata direttamente al presidente- di fare riunioni in orari compatibili con quelli lavorativi e si è sentita rispondere che a certi orari tu sei stanco o ti rifiuti senza pensare minimamente che per noi lavoratori non distaccati è normale svolgere l’incarico oltre l’orario di lavoro».
Una grana interna che va ad aggiungersi al problema della maggioranza trasversale che si è creata da tempo e su temi fondamentali come sicurezza e sanità, che vede Rifondazione Comunista, Udeur, Verdi, An, Forza Italia, Lega Nord, Lista Biasotti e Udc unite contro l’operato del presidente ed alcune scelte del sindaco che interessano la ex circoscrizione. «Ormai si è creata una convergenza tra questi gruppi che la dice lunga su come stia lavorando il nostro presidente -spiega Luca Mazzolino, consigliere Udc-. Su temi di interesse dei nostri quartieri nei confronti della città il consiglio si esprime a prescindere da logiche politiche. Ma spesso Minniti non prende una posizione mettendo in difficoltà i consiglieri del suo stesso partito». «Abbiamo abbattuto il primo mattone del fortino rosso -prosegue Fabio Costa, capogruppo di Forza Italia-. Ora andiamo avanti vigilando giorno dopo giorno su come si evolve la situazione». Così, dopo la decisione di Marta Vincenzi di individuare nell’area di via Degola la superfice dove realizzare l’ospedale del Ponente, la nuova maggioranza ha presentato un documento per il mantenimento del Villa Scassi che verrebbe cancellato dal nuovo nosocomio. «Questioni del genere richiedono un confronto con i cittadini ed una precisa assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni -ribadiscono in un comunicato i consiglieri dei gruppi della «nuova maggioranza»-. Ci devono spiegare che cosa intendono fare senza delegare tutto ai tecnici: per questo l’assemblea pubblica più volte chiesta dal consiglio di Municipio non può più essere rinviata». Probabilmente, visti i disagi interni al Centro Ovest, Minniti dovrebbe chiarire se ad essere rinviate possano essere ancora le sue dimissioni.