Nel cimitero di Rivarolo fanno acqua anche i bagni

Francesco Gambaro

«Sempre peggio». Due parole, povere e spoglie, nelle quali si racchiude tutta l'amarezza di chi frequenta da anni il cimitero «Cabona» di Rivarolo. Muri pericolanti, tombe inaccessibili, scalinate a pezzi. Ma degrado e incuria non risparmiano neppure i servizi igienici collocati davanti all'ingresso del camposanto, in una palazzina appena ricostruita e ripitturata (da grigia a gialla).
I problemi, però, sono sempre gli stessi: bagni luridi, il più delle volte inutilizzabili, rubinetti senz'acqua, cassette rubate o prive di catena. «Neppure tre mesi fa hanno ricostruito tutto: piastrelle, pavimenti e servizi - racconta una delle fioriste più informate -. In quelli di prima non si riusciva neppure a entrare. Ma è servito a poco: i bagni sono sempre intasati perché nessuno li pulisce. Le cassette spariscono, senza sapere perché. Piastrelle e mattoni sono sudici. Lo scriva, per favore, che è uno s -c - h - i - f -o». Tutto vero. Uomini e donne, nessuna differenza. I gabinetti riservati ai primi sono ridotti allo stesso modo di quelli destinati alle seconde. I vandali non guardano in faccia nessuno. Da una parte, è improvvisamente scomparsa la catena del serbatoio, chissà dove è finita. Risultato: bagno impraticabile. Per fortuna, la cassetta è tornata al suo posto, dopo che i soliti nelle scorse settimane l'avevano sganciata e portata via. Dall'altra, nessuno (per ora) si è divertito a rubare gli sciacquoni; le catene, invece sì, rendendo di fatto inutilizzabile la metà dei gabinetti riservati alle donne. Dimenticavamo: il rubinetto delle signore è senz'acqua. Dettagli. Che non passano inosservati ai visitatori abituali del camposanto. Come la signora Angela, un'anima in pena alla fermata del 73. «Il solito disastro, ormai non ci facciamo neppure più caso, ma non è l'unico scandalo di questo cimitero». Prego. «Vada al campo 11 e vedrà». Andiamo. Lo scandalo è una rete arancione lunga oltre centro metri, tirata su per transennare il muro di contenimento del cimitero. L'accesso alle tombe in quest'area è impossibile. Fiori e lumini sono rovesciati per terra, tanto l'ingresso qui è off limits. Da tre anni ormai. Gian Franco Tiezzi, assessore ai servizi cimiteriali del Comune, conosce la situazione e assicura. «I lavori di restauro nel camposanto di Rivarolo rientrano nelle due opere prioritarie del piano triennale 2006/2008. L'altra urgenza è il cimitero della Castagna, che forse sta anche peggio». E i servizi igienici, appena rifatti e già a pezzi? Tiezzi spalanca le braccia: «Stiamo valutando questa cosa, ma contro gli atti di vandalismo abbiamo le mani legate».
Gli impianti di video sorveglianza potrebbero essere un buon deterrente: «A Genova ci sono 35 cimiteri, temo che non sia possibile installare le telecamere in tutti quanti», l'assessore lascia poche speranze. Mentre la signora Angela evidenzia un altro problema, comune a molte persone coi capelli bianchi: lungo le scale della prima galleria del cimitero mancano i corrimani, ai quali potersi appoggiare. «Se ci fossero, avrei meno paura a salire e scendere i gradini», ammette la donna. A poco, pare, siano servite le rassicurazioni ricevute dai responsabili dell'ispettorato del «Cabona». «Mi hanno detto che stanno sollecitando da un paio di mesi gli uffici del Comune». Finora, senza successo.