Nel cinese Isabella lo stile di Kar-wai

da Berlino

Tra estetica e musica la Cina commuove con Isabella, di Pang Ho-cheung. A Macao nel 1999 - qualche mese prima dell'annessione alla Repubblica Popolare Cinese - una prostituta (Chapman To) scopre che il cliente di una notte è il padre. Un poliziotto corrotto, sospeso e in attesa di giudizio. La scoperta accende i loro giorni: lui si prende cura di lei, cerca di impartirle un'educazione, le offre un riparo. In più la tensione per essersi amati costituisce un sigillo d'appartenenza... Il dramma si accende in entrambi alla condanna del poliziotto a cinque anni di prigione. La tecnica di narrazione è affine alle storie di Wong Kar-wai, come l'uso di inserti musicali occidentali: dal tango argentino, al fado portoghese, in una babele di emozioni. Ma l'affinità al cinema di Kar-wai non mortifica l'originalità del film e ha nell'estrema cura il peso di un tributo.