«Nel copione solo piccoli errori»

FirenzeQuando si parla di Puccini bisogna andarci piano. A difendere la vita privata del grande maestro di Torre del Lago ci pensa da tempo Simonetta Puccini, nipote e unica erede. E se per l’ultimo film sullo zio organizzò in Versilia una raccolta firme in difesa del suo onore, questa volta ha riservato parole cortesi e un po’ curiose. Se quindi lo scorso agosto Puccini e la Fanciulla del regista pisano Paolo Benvenuti, fuori concorso a Venezia, sembrò «offensivo», come disse allora Simonetta «perché è una storia passata per vera senza essere dimostrata», questa volta le cose sono cambiate. Per il regista Giorgio Capitani il pericolo di uno scontro è quindi scongiurato: il copione della sua fiction Rai in due puntate è piaciuto alla signora Puccini.
Simonetta Puccini, il copione ha avuto il suo ok?
«Sì, sono stati corretti. Bisogna chiarire però che non è vero, come qualcuno ha scritto, che il film è stato fatto sotto la mia consulenza. Io ho solo letto il testo nel quale ho corretto qualche imprecisione, piccoli errori».
Non succederà come per «Puccini e la fanciulla» di Benvenuti?
«Il film lo devo ancora vedere, ma dalla lettura del testo scritto non ci sono offese al maestro Puccini. Nel complesso il copione mi è sembrato rispettoso della sua memoria. Certo non si tratta di un testo del tutto “storico”, ci sono alcuni personaggi inventati, che non rispondono alla realtà, ma in questo genere di lavoro può anche succedere. Che ci siano personaggi creati per l’occasione non mi è sembrato offensivo».
Nel copione ci sono state scelte criticabili. Ad esempio l’aver incentrato tutta la prima puntata sulla vita giovanile del Maestro. L’elemento musicale viene recuperato solo nel finale con «Manon Lescaut». Emerge anche un Puccini molto indeciso...
«La sua composizione è stata sempre molto tormentata. Ha sempre lavorato convinto di quello che faceva, ma ogni cosa era frutto di un’inquietudine interiore: era sofferto. E questo è accaduto per tutte le sue opere, basti guardare il tempo che ci è voluto per scriverle».
Imprecisioni storiche ce ne sono state quindi?
«Per questo, aspetto di vederlo».
Che ne pensa di Alessio Boni nel nel ruolo di suo zio?
«Non l’ho mai visto recitare. Devo dire che non gli somiglia, ma la somiglianza non è indispensabile. Ferzetti per mio conto ha fatto un bellissimo Puccini e non c’era questa somiglianza, né questa ricerca a tutti i costi come è avvenuto in altri film. Il film di Carmine Galloni è stato un film molto bello e Ferzetti era veramente l’interprete ideale».