Nel corso di un lungo incontro con i sindacati il vertice della compagnia fornisce i primi dettagli sul piano industriale varato la settimana scorsa Alitalia dimezzerà i suoi voli su Malpensa Saranno cancellati o trasferiti 170 collegamenti, di cui una v

da Milano

Comincia a delinearsi il futuro di Malpensa. Alitalia cancellerà 150-170 voli, nazionali e intercontinentali. Significa che la compagna dimezzerà la sua presenza sullo scalo lombardo, dove da dieci anni è il primo vettore. Sono i primi numeri a corredo delle linee del piano industriale varate la settimana scorsa; e sono stati illustrati ieri pomeriggio ai sindacati, durante una riunione-fiume protrattasi fino alla tarda serata. Il presidente, Maurizio Prato, ha personalmente introdotto i lavori, affidando poi ai manager di prima linea i particolari. Ma chi si aspettava di sapere quanti saranno gli esuberi, a quanto ammonterà l’aumento di capitale, quali trattative sono in corso per la cessione, è rimasto deluso. Nessun numero, tranne le sforbiciate a Malpensa. E giudizio sindacale «sospeso» in attesa di ulteriori dati.
Oggi l’attività dello scalo lombardo è di 750 voli al giorno, per il 46% (345 voli) operati da Alitalia. La perdita di 150-170 voli (le fonti sindacali non sono state univoche nel riferire il dato) significherebbe un crollo del 25% per l’attività dello scalo. Nell’ipotesi di 170 voli cancellati, 150 apparterrebbero ad Alitalia Express, collettori di passeggeri per una ventina di voli intercontinentali. Durissimo il contraccolpo sulla Sea, la società milanese di gestione, per la quale Alitalia rappresenta, complessivamente, circa la metà dei ricavi; ma è ancora prematuro stimare i mancati proventi (la Sea nel 2006 ha fatturato 652 milioni, con utile netto di 35).
Il piano Alitalia per Malpensa si ripropone di valorizzare Volareweb nel segmento low cost, portando la sua flotta da 4 a dieci aerei. All’obiezione, sollevata da esponenti sindacali, sulla perdurante incertezza della proprietà di Volare, sulla quale manca il giudizio definitivo della magistratura (dopo i ricorsi di Air One successivi alla chiusura della gara), i vertici di Alitalia hanno mostrato di non nutrire alcun dubbio sulla titolarità. A Malpensa, infine, sarà spostata la base principale dell’attività cargo.
Prato ha ribadito che si tratta «di un piano di sopravvivenza» in attesa di un nuovo azionista. Tuttavia, fanno osservare fonti sindacali, l’abbandono di Malpensa va incontro alle aspettative di Air France e disattende quelle del fondo Usa Tpg, che ha pur riconfermato il proprio interesse alla compagnia e alla base di Malpensa. L’aumento di capitale, ha annunciato Alitalia, sarà quantificato e varato nella riunione del cda di venerdì; l’ingresso del nuovo socio - è stato confermato - avverrà contestualmente alla ricapitalizzazione.
Quanto al network, saranno cancellate o trasferite a Roma tutte le rotte improduttive; Alitalia si focalizzerà sui mercati più redditizi, cercando di ricalcare il modello a suo tempo seguito per il risanamento di Iberia (ma questa, va osservato, era avvantaggiata poicéè aveva un mercato di riferimento ben identificato, l’America latina). Az Express, di cui è stata esclusa la cessione, «dimagrirà» di una dozzina di aerei e sarà riposizionata su un segmento business al servizio di destinazioni internazionali, compreso il feederaggio sui grandi hub. Anche ieri lo sciopero bianco dei suoi piloti ha provocato la cancellazione di alcune decine di voli.
Quanto agli esuberi, in attesa della definitiva quantificazione da parte del cda, i numeri che circolano tra i sindacati sono i seguenti: 1.000-1.200 assistenti di volo, 170 piloti, 300 dipendenti di terra di Az Fly; più un consistente numero di addetti a manutenzione e handling in capo ad Az Service. Il numero complessivo potrebbe arrivare a 2mila unità. Il titolo Alitalia in Borsa ieri ha perso il 2,4%.