Nel cuore dell’ARCHITETTURA

Prima la settimana del mobile, ora la festa per l’architettura.
L’idea di aprire la porta della cultura del progetto e del design al di fuori del settore risulta vincente. Senza entrare nel circuito esplosivo del Salone, che da anni sensibilizza l’intera città e oltre, l’iniziativa della Triennale, giunta alla quarta edizione, punta al massimo coinvolgimento del pubblico.
Non solo convegni, incontri, mostre sul binomio arte-architettura, ma anche porte aperte ad alcuni dei più significativi studi di architettura milanesi.
Così oggi e domani Open studio offre l’occasione a tutti i milanesi di visitare liberamente i luoghi dove vengono concepiti e realizzati i grandi progetti di architettura e design.
«L’obiettivo è rendere l’architettura più popolare - racconta Fulvio Irace, coordinatore dell’iniziativa -. Gli architetti che hanno aderito nelle precedenti edizioni (questa è la terza, ndr) ci hanno confermato il successo dell’iniziativa con grande affluenza di pubblico, soprattutto dei non addetti ai lavori, manifestando la loro soddisfazione con la conferma della loro presenza anche quest’anno».
In effetti è di molti l’idea che «i luoghi in cui si fanno le cose siano importanti o addirittura decisivi per il tipo di cose che vi si fanno», come si legge sul sito dello Studio Museo di Achille Castiglioni, aperto per l’occasione.
Come se gli oggetti, i libri, i progetti, le foto, i disegni, le persone che animano questi spazi riescano a farti capire meglio i risultati.
E, «visto che quest’anno il tema è il ruolo dell’architettura nella città - continua Irace - gli studi che hanno aderito si distinguono per i loro progetti cittadini».
Come lo Studio Paolo Caputo, impegnato nel progetto di Milano Santa Giulia, la cittadella firmata dall’architetto britannico Norman Foster che sorgerà nell’area di Montecity Rogoredo, un tempo sede degli stabilimenti della Montedison e delle acciaierie Radaelli. O come Progetto CMR Massimo Roj Architect, uno degli studi più grossi d’Italia, attento all’ecosotenibilità e alla riqualificazione delle aree dimesse. All’appello non mancano gli studi Caccia Dominioni, Gregotti Associati, Lissoni Associati, Italo Rota & Partners, AstoriDePonti Associati, solo per citarne alcuni.
«Gli ospiti potranno girare tra i tavoli - chiosa Irace -, fare domande sui progetti, conoscere personalmente architetti famosi. E non mancano le sorprese, come deliziosi momenti conviviali».