Nel D-day dell’Imu caos e proteste «Multe a chi evade»

MilanoIeri era il D-day dell’Imu, l’imposta più odiata dagli italiani. Chi non ha pagato ieri - e sono in tanti, secondo le prime stime, anche per colpa della complessità del calcolo - possono ancora farlo con sanzioni light del 3,75% entro l’anno. Con l’acconto lo Stato e i Comuni si attendono un incasso di circa 10 miliardi di euro, un po’ meno della metà dei 21,4 miliardi che dovrà garantire complessivamente l’imposta sulla casa. Tra i contribuenti è però ancora caos, come segnala il Codacons: «Il governo proroghi i termini». Anche l’Agenzia delle entrate ha ammesso di essere impotente: «Il nostro call center non ha alcuna competenza a dare informazioni sull’Imu», ha detto il direttore centrale dei Servizi Paolo Savini. A Roma decine di persone hanno bloccato piazza del Gesù con un sit-in di protesta davanti alla sede dell’Abi organizzata dal movimento degli inquilini.
L’imposta ha diviso il mondo politico. Per il governo la tassa è legittima e va pagata, come sostiene il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo: «L’Imu per quest’anno assolutamente non si tocca, chi non la paga andrà incontro alle sanzioni previste». Il Pdl chiede con il governatore lombardo Roberto Formigoni che la tassa sia «una tantum e solo per quest’anno, perché se si prosegue su una politica fondata solo sulle tasse si porta il Paese a fondo», il Pd con Vannino Chiti chiede «maggiore equità» mentre la Lega insiste sul no all’imposta: «È giusto consegnare le fasce tricolori da parte dei sindaci del Carroccio - ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia - è una protesta civile». La sintesi migliore della giornata è quella di Alessandra Mussolini: «L’imposta sulla casa resta una tassa profondamente iniqua ma l’ho pagata perché ho il terrore di Equitalia».