Nel decalogo anti-perdigiorno niente caffè, tacchi e biciclette

da Modena
A giugno un’ex dirigente del settore ambiente della Provincia di Modena era stata sorpresa a nuotare, fare shopping e visitare gli amici in orari di lavoro. Fu sospesa e spostata d’incarico. Adesso però l’ente fa di più e vara, primo in Italia, un decalogo anti-fannulloni per dirigenti e dipendenti.
«Non vogliamo che il lavoro competente e responsabile di tanti finisca per essere inficiato dalla condotta scorretta di uno solo. Così abbiamo elencato le situazioni negative e messo a punto i divieti per scongiurarle. Comunque l’operato dei nostri dipendenti, in media, è buono e responsabile», spiega Ubaldo Fraulini, direttore del personale che ha fissato le regole interne.
E il decalogo fatto arrivare sui tavoli dei dirigenti e di tutti i dipendenti dell’ente presieduto da Emilio Sabattini parla chiaro. I dipendenti non devono assentarsi dall’ufficio senza segnalarlo al diretto superiore. Addio pause caffè lunghe: è infatti vietato prendere il caffè (e gli alcolici) subito dopo aver timbrato l’entrata in ufficio. E a proposito di bici e scooter spesso parcheggiati all’interno della sede «è severamente vietato posteggiarli nei cortili interni». Stop anche a schiamazzi e assembramenti davanti al distributore delle bevande e, infine, occhio anche all’abbigliamento: vanno evitati vestiti e calzature che possono agevolare la possibilità di incorrere in infortuni. Per le donne un invito a non usare tacchi a spillo arditi.
Il regolamento prevede poi che nei confronti di chi non rispetterà quanto previsto dal decalogo, ogni dirigente possa aprire un formale procedimento disciplinare.
Fatto il decalogo, immancabili le prime critiche dei sindacati.