Nel duello dei grandi assenti tocca a Benitez limitare i danni

Al derby da primo in classifica. Non succedeva da una vita ed è già il primo evento da festeggiare, a Milanello questa mattina. L'Inter si attarda anche durante il viaggio a Lecce ed è la conferma dei tormenti e dei limiti ingigantiti da una striscia impressionante di infortuni e ko che non possono essere messi nel conto unico di Rafa Benitez, il nostro simpatico paperino a cui capita ogni tipo di sfortuna di questi tempi. Per una volta si fa raggiungere, l'Inter, invece di dover inseguire a conferma che il recente accidente capitato a Samuel è un cazzotto nello stomaco ed è difficile riprendersi, rialzarsi facendo finta di niente. L'assenza di «uno dei più grandi centrali del mondo» come lo definisce Adriano Galliani, non può certo passare inosservato. E fino al mercato di riparazione fissato in gennaio, ad Appiano Gentile devono attrezzarsi con cerotti e magari anche qualche benedizione speciale per sottrarsi alla tortura della «sfiga». L’Inter perde altro terreno a pochi giorni dal derby che non può certo essere considerato il giudizio universale. Anzi, forse è il caso di affrontarlo nella consapevolezza di dover limitare i danni.
Il Milan sembra baciato dalla dea (per esempio l'infortunio al ginocchio che penalizza Pastore dopo 15 minuti) anche se nella serata deve contare altri due feriti, due perdite secche in vista del derby: e cioè Pato e Inzaghi, cioè il campioncino dal gol facile, anche ieri missione compiuta sull'avvio della sfida, e lo stagionato bomber dei record e dei miracoli. Povero Pippo, paga il conto con la sorte tentando di andare a ricacciare in gol una palla sfuggita alla collisione Sirigu-Ambrosini e si ritrova con un piede malconcio e la necessità di farsi da parte, dopo i cori della curva amica e anche la fiducia recuperata da parte dell'allenatore. Per fortuna di Allegri può contare su Nesta che ha riposato, su Gattuso da far rientrare dopo la squalifica e forse su Pirlo, risparmiato per via di un affaticamento muscolare che preoccupa seriamente lo staff medico rossonero. Sarà inseguito dai veleni e dalle polemiche per un paio di episodi decisivi sullo sviluppo della serata col Palermo e perciò anche della sua classifica.
Arbitri a parte, il Milan può godere di un quasi perfetto equilibrio tattico raggiunto con tre centrocampisti puri più Seedorf che da tre-quartista si sacrifica e si spende come non gli succede invece da mezz'ala. Dinho è ancora fuori mentre l'altro connazionale, Binho, è pronto a entrare nel derby col terzo sigillo della stagione.