Nel giro d’affari miliardario Isola «convinto» con 35 milioni

Nel mirino della costola genovese dell'inchiesta della procura di Verona sulla società veronese «Gama» c'è il project financing, dell'importo di venti miliardi di lire, che risale al 2001, curato per l'ospedale Galliera dall'ing. Roberto Galiano.
L'appalto, poi assegnato alla società Gama, prevedeva la realizzazione gratuita delle nuove cucine dell'ospedale Galliera e la fornitura dei pasti ai degenti e a una dozzina di scuole genovesi.
Il gip ha accolto la richiesta di misura cautelare nei confronti dei tre alti funzionari genovesi con Orazio Giuseppe Carraro che aveva dichiarato di aver elargito direttamente del denaro: 14 milioni a «Coniglio» (Roberto Galiano, responsabile della sicurezza dell'ospedale genovese); 10 milioni a «Don Pietro» (Giovanni Cazzulo, direttore amministrativo del nosocomio); 15 milioni a «Omino» (Carlo Isola, all'epoca responsabile del settore appalti del comune di Genova).
Secondo l'accusa, la cifra complessiva ottenuta da Isola sarebbe stata di 35 milioni e 480 mila lire.
L'allora dirigente del Comune di Genova, recita l'ordinanza, negli anni 2001 e 2002 ha asservito la sua funzione, per denaro, agli interessi privati della Gama, facendosi garante per essa nell'ottenimento sia della proroga del contratto d'appalto con il Comune di Genova.
Cazzulo invece, avrebbe contravvenuto ai suoi doveri di ufficio «assolvendo la funzione di garante per la Gama verso l'Ente committente della continuità del contratto d'appalto, facendo in modo che la società non incontrasse ostacoli nell'esecuzione dei lavori dei locali della mensa».
Buriani secondo le dichiarazioni del dirigente della società Gama, avrebbe ricevuto royalties per 30 milioni di lire.
L'avvocato Giuseppe Inglese invece compare in alcune intercettazioni telefoniche, inserite nell'ordinanza tra le fonti di prova a carico di Galiano, accusato di aver preteso, dietro minaccia, 14 milioni e mezzo di lire, altrimenti avrebbe bloccato il cantiere di lavoro della mensa.