Nel governo Andreotti, assieme a Prodi, Scotti e Cossiga

Carlo Pastorino fu ministro del Turismo e dello Spettacolo nel governo monocolore democristiano presieduto da Giulio Andreotti, l’esecutivo, in carica dall’11 marzo 1978 al 20 marzo 1979, che fu caratterizzato , praticamente all’esordio, dal rapimento e dall’uccisione di Aldo Moro - allora presidente della Dc e fautore dell'apertura al Pci - da parte delle Brigate Rosse.
Fra i colleghi del senatore genovese scomparso nei giorni scorsi ci furono nomi di spicco della politica, tra cui: Ciriaco De Mita (Mezzogiorno); Arnaldo Forlani (Affari esteri); Francesco Cossiga e, in seguito, Virginio Rognoni (Interno); Carlo Donat Cattin e, successivamente, Romano Prodi (Industria, commercio e artigianato); Tina Anselmi (Sanità).
E inoltre: Vittorino Colombo (Marina mercantile); Antonio Bisaglia (Partecipazioni statali); Rinaldo Ossola (Commercio con l’estero); Vincenzo Scotti (Lavoro e Previdenza sociale), attuale sottosegretario agli Esteri nel governo Berlusconi; Franco Maria Malfatti (Finanze); Tommaso Morlino (Bilancio e Programmazione economica), che si diceva fosse l’unico uomo politico cui Moro dava del «tu».