"Nel governo le cose non vanno" Berlusconi lancia le larghe intese

Il leader della Cdl dopo aver assistito ai congressi di ds e Margherita rilancia: "E' evidente che la maggioranza ha dei problemi, il partito democratico serve per uscire dalla soggezione verso la sinistra radicale". Legge elettorale? "Credo nel bipolarismo ma non sono ostile al modello tedesco"

Roma - Nella maggioranza "sono arrivati alla consapevolezza che la sinistra italiana, divisa in due, non può governare". Davanti alla "perdita continua di consensi" l'unica soluzione è quella della "mano tesa". Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, conversando con alcuni cronisti al rientro a Palazzo Grazioli dopo il congresso della Margherita, sottolineando che "occorre ritornare all'offerta" che fece il giorno dopo le elezioni, e cioè di larghe intese, perchè "è necessario collaborare".

L'ex premier non cita mai espressamente le larghe intese, ma il richiamo alla sua proposta il giorno dopo le elezioni politiche è chiaro. "C'è una grande spinta verso l'uscita da questa situazione di ingovernabilita", ha detto il Cavaliere. "E anche aggiungerei - ha sottolineato riferendosi al campo del centrosinistra - verso questa soggezione che i partiti sono costretti ad avere nei confronti della sinistra radicale". "Sempre più - ha proseguito - ci sono questi inviti rivolti a noi, come quello esplicito oggi di Rutelli della mano tesa, proprio perché a certi problemi si possono dare delle soluzioni che non si riuscirebbero a dare con questa sinistra estrema ancora molto ideologizzata". Quindi, ha spiegato, "ritorniamo, se consentite, all'offerta che io feci il giorno dopo le elezioni. Allora - ha ricordato - io realisticamente avevo detto: dobbiamo collaborare".

A chi gli ha chiesto se proponga una nuova maggioranzà, l'ex premier ha risposto: "No, nella maggioranza sono arrivati alla consapevolezza che la sinistra italiana, divisa in due sinistre, non può governare e vede diminuire settimanalmente i proprio consensi. E quindi c'è una soluzione della mano tesa all'altra parte per andare oltre il frazionamento eccessivo dei partiti e mettere in campo un unico partito forte di là e rivolgersi ai partiti più grandi che sono di qua". Resta però l'ostacolo di Romano Prodi, gli ha fatto notare un cronista. "Si vabbè - ha risposto Berlusconi - però se c'è la volontà di collaborare... Prodi è un accidente, nel senso etimologico del termine, e cioè un fatto necessitato. Mentre, per quanto mi riguarda, non ho nessuna ambizione che possa intralciare questa collaborazione".

Un'intesa di governo fra centrosinistra e Forza Italia, dunque? "Ci sono alcuni temi su cui si deve trovare un'intesa, prima di tutto sulla riforma della legge elettorale", perché per essere riformata necessita di "pochi miglioramenti che si possono fare con due o tre articoli di legge", come il "premio di maggioranza su base nazionale al Senato e lo sbarramento del 4%". Quindi, ha concluso, "credo che ci sia l'interesse e una certa apertura con le altre forze del centro politico".

"Una condanna tornare a Palazzo Chigi, ma mi sacrificherei" "Riportarmi a palazzo Chigi per me sarebbe personalmente una condanna. Mi piacerebbe molto di più avere qualcuno che possa bene rappresentare l'Italia nei consessi internazionali". Tuttavia, ha subito precisato, "mia madre mi ha dato la linea: se ti ritieni in dovere di farlo, devi trovare il coraggio di farlo". Per questo, ha spiegato, "sono coerente con me stesso e se è necessario che io stia lì a fare una cosa, anche la più negativa che significa un grande sacrificio anche in correlazione all'età, io questo sacrificio lo faccio".

"Legge elettorale: non sono ostile al modello tedesco" Io credo nel bipolarismo. Ha introdotto questa nuova moralità della politica per cui un elettore sa chi sarà il presidente del Consiglio. Quindi considererei un ritorno all'indietro quello di una legge elettorale che lasciasse ai partiti la possibilità di usare il voto secondo convenienza. Sono anche consapevole che un sistema alla tedesca potrebbe cancellare questa nuova moralità della politica, che è quella di mantenere le promesse elettorali. Nonostante ciò - ha rilevato Berlusconi - il partito che ne beneficerebbe di più sarebbe proprio Forza Italia, che sarebbe insostituibile. Un partito di cui qualunque governo non potrebbe fare a meno. Dunque non sarei così ostile all'esempio tedesco, anche se considero il bipolarismo un arricchimento della democrazia e un passo in avanti".