Nel Lazio 40mila dipendenti battono cassa agli ospedali

«La Giunta Marrazzo si deve attivare e prendersi le proprie responsabilità economiche se non vuole ulteriormente aggravare lo stato finanziario delle casse regionali e pagare le somme dovute a tutti i dipendenti dalle Asl». Questo quanto ha dichiarato ieri in una nota il segretario regionale della Fials Confsal, Gianni Romano, dopo l’accettazione della prima decina di ricorsi presentati nei confronti delle aziende ospedaliere.
La Fials Confsal, pur esprimendo piena solidarietà ai lavoratori socio-sanitari scesi in piazza per rivendicare il rinnovo contrattuale, ha preferito però fare luce sulle ingiunzioni di pagamento riconosciute dal Giudice ordinario del Tribunale di Roma.
Le prescrizioni accolte hanno emesso l’ordine alle aziende pubblico-sanitarie di applicare la norma prevista all’interno dei contratti, ovvero il risarcimento ai dipendenti, dell’indennità prevista dopo tre mesi di vacanza contrattuale. Disposizione fino a oggi completamente disattesa dalle amministrazioni sanitarie, e che invece prevede, per gli stessi lavoratori, il risarcimento degli arretrati e dell’adeguamento dello stipendio.
«In tutto il Lazio - continua il segretario Romano - sono circa 40.000 i dipendenti da liquidare. E tutti questi lavoratori sanno bene che dopo tre mesi di vacanza contrattuale si ha diritto a percepire l’indennità prevista dalle disposizioni in vigore e quindi la quota di aumento Istat».
Solidarietà ai lavoratori pubblici è stata data anche dal Sindacato pensionati italiani, la Spi Cgil, e dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che ieri ha commentato: «La manifestazione è contro le scelte del governo perché la Finanziaria non ha risolto i problemi del pubblico impiego. Non abbiamo avuto risposta - ha continuato il segretario nazionale - sulla precarietà né sulla qualità e efficienza della pubblica amministrazione».
«Per questo è necessario che la Giunta regionale ascolti le proteste e si faccia carico della parte economica relativa al tasso d’inflazione programmata, altrimenti - si legge nella nota - si parlerà di bancarotta delle Asl e della aziende ospedaliere chiamate in giudizio».
Il ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, ritiene, invece, che la rabbia dei protestanti nasca dalla mancanza di assicurazioni da parte del governo.
«A oggi invece - conclude il segretario regionale - questi soldi sono rimasti nelle casse regionali per cui, dopo 22 mesi di ritardo, i dipendenti hanno il diritto di rivendicarli e di riceverli pronta cassa».