Nel Lazio lo scorso anno il record dei furti d’arte

Nessun furto clamoroso di opere d’arte nel 2007 in Italia. Meno furti in genere (-10,47 per cento) e in lieve flessione gli scavi clandestini accertati (-4,16 per cento) a confronto con il 2006. Sempre consistente invece la falsificazione di opere d’arte, moderna soprattutto. Obiettivo privilegiato dei ladri sono i privati seguiti non dai musei, ma da biblioteche e archivi. Oltre 73mila i libri e i documenti ritrovati. In calo il mercato internazionale di pezzi antichi e i furti nelle chiese, che però restano le più esposte nonostante le misure di protezione e la catalogazione dei beni. Il contrario avviene per le monete e i reperti paleontologici che si trovano anche su internet. Risultati positivi che hanno portato a un aumento di arresti e di beni recuperati (circa 96mila opere d’arte e 29mila reperti).
Questa in sintesi l’attività svolta nel 2007 dal Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, che ora si occupa anche di paesaggio, presentata ieri dal generale Giovanni Nistri alla presenza del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Al primo posto tra le regioni più colpite con 166 furti c’è il Lazio, che scavalca - si fa per dire - il Piemonte (primo nel 2006). Ultima la Valle d'Aosta con 2 furti.
Nessuna meraviglia: il Lazio, con aree archeologiche, palazzi, chiese, ha un patrimonio che fa gola alla criminalità, ma anche un reparto operativo di una certa consistenza. Nel 2007 non sono mancati ritrovamenti importanti. «A marzo fra Viterbo e le Marche è stato interrotto un traffico di beni archeologici e sequestrati 6mila pezzi - ricorda il comandante -. Sono stati rinvenuti - prosegue - numerosissimi beni di biblioteche, dell’Archivio di Stato, dell’Istituto archeologico germanico. Come le tavole acquerellate col percorso del Tevere di Giuseppe Panini, due libri dell’Ospedale della Consolazione, quattro volumi del Seicento di Carlo Cartari, un libro di Bodoni del valore stimato di 500mila euro, sottratto alla Biblioteca Angelica, una monografia in pergamena del botanico Domenico Cirillo con tavole a colori. In provincia di Roma sono stati recuperati 800 reperti archeologici fra cui una lastra marmorea del I secolo avanti Cristo che proverebbe l’esistenza del martire Valentino».
Resta rilevante il problema della falsificazione, che a Roma ha portato alla realizzazione con la Galleria nazionale di arte moderna di un decalogo sull’acquisto delle opere d’arte contemporanea contraffatte. Un settore che sta particolarmente a cuore ai militari del Nucleo Tpc è il paesaggio: «Siamo intervenuti in molti palazzi storici vincolati di Roma per contrastare fenomeni di attrezzature abusive», riporta Nistri. «Il lavoro decennale del comando dei Carabinieri - ricorda il ministro Rutelli - ha fatto crescere una professionalità nel recupero del patrimonio riconosciuta a livello internazionale. D’altronde, se il mercato dell’arte registra un valore di mercato così impressionante, l’azione di contrasto al crimine diventa assolutamente fondamentale».