Nel Lazio Tutti sportivi e in salute ma con qualche chilo di troppo

Ottimisti, in buona salute e sportivi, anche se amanti della buona tavola che gli regala, talvolta, qualche chilo di troppo, costringendoli a litigare con la bilancia. Promossi a pieni voti i cittadini del Lazio, secondo la "pagella" di Passi - progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia - un sistema di sorveglianza che analizza lo stile di vita e le abitudini delle persone, attraverso delle indagini sul loro stato di salute, proponendo inoltre dei programmi di prevenzione delle patologie. Presentato ieri in Regione, il rapporto di monitoraggio Passi 2007-2008, messo a punto dal ministero della Salute e a cui hanno aderito dodici aziende sanitarie locali, ha permesso di tracciare un quadro della percezione di salute degli abitanti. Nel dettaglio, su un campione di 2920 persone intervistate telefonicamente dagli operatori sanitari, il 63 per cento ritiene il proprio stato di salute buono o molto buono. Esame superato anche in campo sportivo, dove il 34 per cento degli intervistati dichiara di praticare con assiduità attività fisiche a livello intensivo e il 37 riferisce di svolgerle moderatamente. Croce e delizia dei cittadini laziali è la golosità a tavola, che si accompagna sempre a una dieta non corretta e ad abitudini alimentari sbagliate: il 31 per cento è, infatti, in sovrappeso, mentre l'11 è obeso. Nota dolente se si considera che l'eccesso di peso aumenta la predisposizione a patologie cardiovascolari e al diabete, fino alla morte prematura. Rischi nell'insorgenza di malattie, stavolta cronico-degenerative anche per i fumatori. Il 35 per cento dei soggetti che hanno risposto al questionario dichiara di avere il vizio, mentre il 45 riferisce di non fumare. In particolare, l'abitudine al fumo coinvolge soprattutto gli uomini tra i 18 e i 24 anni che hanno un basso livello di istruzione e delle difficoltà economiche. L'indagine di Passi evidenzia, inoltre, che il Lazio è virtuoso in materia di sicurezza stradale, dove gli utenti dichiarano di usare il casco e la cintura di sicurezza (rispettivamente il 97 e l'81 per cento). Infine, nonostante gli infortuni domestici rappresentino un problema di interesse rilevante per la sanità pubblica, la percezione del pericolo in ambito domestico è molto bassa: per il 92 per cento degli intervistati infatti il rischio di incidenti dentro le quattro mura è praticamente inesistente. Come se bruciarsi con il ferro da stiro e ustionarsi coi fornelli roventi fosse roba da marziani.