Nel messaggio di Bin Laden il segnale di un imminente attacco

Seguita la liturgia islamica che, prima di colpire, offre al nemico la conversione. <a href="/a.pic1?ID=204741" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Bush: &quot;Al Qaida continua a avere mire sull'Irak&quot;</font></strong></a>. <a href="/a.pic1?ID=204739" target="_blank"><strong>&quot;Osama vuol dominare il mondo&quot;</strong></a>

«Vi invito ad abbracciare l’islam» . Quelle parole, quell’appello alla conversione rivolto agli americani è la frase chiave dell’ultimo discorso di Osama Bin Laden. Quel passaggio ha fatto saltare sulle sedie gli esperti dell’antiterrorismo incaricati di analizzare il messaggio e ha diffuso uno stato di generale allarme ai quattro capi dell’America. Quell’invito alla conversione è, per gli esperti, il segnale più esplicito di un imminente attacco, l’anticipazione di un altro 11 settembre. Per molti seguaci di Osama Bin Laden quella frase e il resto del messaggio sono invece un semplice falso. I primi ad affermarlo sono i frequentatori dei forum jihadisti presenti sulla piattaforma Paltalk. «È un documento falso non solo per la barba che porta, ma anche per la voce di Osama Bin Laden», hanno scritto dopo la diffusione su Al Jazeera della versione ridotta del discorso. In Occidente invece l’allarme supera di gran lunga i dubbi.
«Può annunciare un attacco importante, sebbene non contenga significativamente alcuna minaccia aperta agli Stati Uniti», ricorda Mayurdhwajasinh Jayvantsinh Gohel, presidente della Asia-Pacific Foundation, un centro studi londinese sul terrorismo fondamentalista. Secondo Abdel Bari Atwan, un giornalista che intervistò Bin Laden e oggi dirige il quotidiano in lingua araba Al Quds, «questo è un avviso di un attacco imminente... un messaggio ai suoi seguaci: andate avanti e fate quello che volete».
La chiave di tutto è proprio l’invito alla conversione. Prima dell’11 settembre Bin Laden dimenticò o tralasciò di rivolgerlo, ma l’omessa liturgia gli costò durissime critiche anche da parte degli studiosi islamici più oltranzisti. Avvisare il nemico, metterlo all’erta e offrirgli un’ultima possibilità di convertirsi è infatti una prassi raccomandata dallo stesso profeta Maometto. E Osama la starebbe applicando alla lettera per evitare nuove critiche. Una conversione all’islam, spiega il numero uno di Al Qaida nel suo messaggio agli americani, «vi porterebbe a realizzare anche il desiderio di metter fine al conflitto, perché non appena i guerrafondai a capo delle maggiori corporazioni capiranno che avete perso ogni fiducia nel sistema democratico e cercate un’alternativa chiamata islam, vi correranno dietro, cercheranno di compiacervi e faranno ogni cosa per tenervi lontani dall’islam». Michel Scheuer, un agente Cia dimessosi nel 2004 dopo aver guidato per tre anni la caccia a Bin Laden, ha già fatto notare gli sforzi fatti in passato dal capo di al Qaida per rimediare al mancato preavviso delle stragi del 2001. «Tra la metà del 2002 e l’ottobre del 2004 (ultimo suo precedente discorso, ndr) - scrive Scheuer - Bin Laden si rivolse agli americani per quattro volte invitandoli a eleggere dei leader in grado di cambiare la politica americana e avvertendoli che altrimenti sarebbero stati responsabili di tutte le loro eventuali disgrazie». L’ultimo messaggio va anche più in là. Oltre a indicare «due soluzioni per mettere fine a questa guerra», Osama Bin Laden spiega agli americani motivi e ragioni per cui meritano di venir colpiti. «Non solo avete permesso a Bush di completare il suo primo mandato, ma lo avete persino rieletto una seconda volta offrendogli consenso e mandato a uccidere la nostra gente in Irak e Afghanistan e pretendete persino di essere innocenti». Queste accuse e queste giustificazioni svincolate però dall’esplicita minaccia di nuovi attacchi sanciscono anche la metamorfosi di Bin Laden, la sua trasformazione da leader militare in capo spirituale. Abbandonato l’inseparabile kalashnikov russo, cimelio della guerra afghana, il capo di Al Qaida veste un saio bordato d’oro, segue con zelo i comportamenti prescritti dal Profeta nei confronti del nemico e si premura di evidenziare agli occhi dei musulmani le ingiustizie del capitalismo e i peccati dei leader occidentali. Insomma uno sceicco apparentemente più ieratico e religioso, ma pronto nei fatti a colpire come nel settembre di sei anni fa.