Nel Milan d’Arabia Dida perde il posto e Ronaldo... anche

Ancelotti loda il sostituto Kalac: «È affidabile e reattivo». Su Ronie: «Con Pato finita l’emergenza in attacco». Mourinho sotto tiro

Nel Milan d’Arabia Dida perde il posto e Ronaldo quasi. Ecco la svolta, reclamata a viva voce dai milanisti dopo il «didastro» del derby: la realizza Carlo Ancelotti, allenatore del Milan, con una intervista fiume da Dubai, poche ore dopo l’arrivo nel golfo Persico e l’inizio della preparazione relativa.
Ultimatum a Dida. Ricordate le ultime parole di Ancelotti dopo il derby? «Dida riscuote la mia completa fiducia» fu la frase a cui s’impiccarono molti milanisti. Fu una difesa d’ufficio, naturalmente. Maturato durante le vacanze il cambio di rotta, grazie alle insistenze di Vecchi, l’allenatore dei portieri, da settimane in pressing sul mister per fargli cambiare idea (su Kalac) e graduatoria (dei portieri). «Se Dida continua a sbagliare non so fino a quando durerà la mia fiducia» è la frase di Ancelotti che annuncia il contrordine. Valorizzato da un giudizio sul conto di Kalac («si è sempre dimostrato affidabile») che vale al pari di una investitura ufficiale. «Nonostante sia molto alto, Kalac è reattivo nelle parate a terra» l’altra frase sull’australiano di origine croata, da sempre considerato un punto debole della rosa. Dida può andare in campo domenica 13 gennaio contro il Napoli, ma ha esaurito il bonus degli errori: al prossimo esce di scena. E al suo posto piomba Kalac.
Ronaldo di corsa. Va di corsa anche Ronaldo. E non solo per recuperare il tempo perduto (i primi 6 mesi della stagione). Ancelotti detta ai cronisti i dati essenziali per l’orientamento: 1) «Ronie non ha chiesto di essere ceduto» e questo è verissimo; 2) «non so se ha fiducia in Milanlab», l’ha persa, certo che l’ha persa, ma al Milan non interessa; 3) «con l’arrivo di Pato è finita l’emergenza in attacco». Ecco l’altra svolta: Ronaldo non ha il posto garantito, anzi corre il rischio di restare fuori, con Pato in campo al fianco di Kakà seconda punta, e il resto della squadra disegnata a mo’ di albero di Natale. Ronaldo è uno sveglio, ha dato subito testimonianza d’aver capito la musica. Ieri mattina si è messo a correre per 50 minuti, nel pomeriggio si è trasferito sulla spiaggia e, al fianco di Inzaghi, ha pedalato generoso, mentre tutto intorno l’imponente servizio di sicurezza ha sorvegliato il lavoro dei berlusconiani. Certezza assoluta sull’arrivo e l’utilizzo di Pato entro i tempi previsti, 9 o 10 gennaio a Milanello. «L’avrò a disposizione per il Napoli» garantisce Ancelotti. Per Ronaldo s’intravede la panchina.
Mourinho traffica. A dimostrazione ulteriore del nuovo corso, ecco l’Ancelotti con la schiena dritta, che non retrocede dinanzi a Mourinho, suo ipotetico rivale. «Ho detto che è lui che spinge per venire al Milan e lo confermo: è tutto vero» insiste. E visto che c’è, ecco il piano. «Diventare l’allenatore del Milan col maggior numero di presenze in panchina superando l’attuale record di Rocco» l’obiettivo dichiarato. Passando attraverso un 2008 scolpito da nuove sfide, quelle di sempre. «Arrivare quarti al torneo in Giappone» è la sua battuta provocatrice. Che tiene conto però di un traguardo serio. «L’anno scorso dissi: andremo ad Atene. Ora dico: se superiamo l’Arsenal possiamo farcela per Mosca».